E’ oggi nostro ospite MARCO ONGARO: torna da noi “felicissimo” – così ha scritto- e noi lo accogliamo con gioia ed animo grato .

Lo abbiamo conosciuto con l’interpretazione, non dimenticata, della canzone di Marinella.
E’ cantautore, scrittore, poeta; è veronese.
Il suo desiderio di sperimentare forme diverse di comunicazione lo porta a cimentarsi con la poesia, il racconto, il testo teatrale, il libretto d’opera, la canzone, la chitarra, il pianoforte.
Collabora con il Teatro Nuovo, con il Teatro scientifico, con la Fondazione Toniolo, l’Università ( è splendida la sua“Alba della libertà” sulla Costituzione); con il Circolo dei lettori, con la scuola Aleph; tiene  corsi di spettacolo, scrittura creativa, reading di poesie, conferenze spettacolo su temi a lui cari; lavora anche a Parigi: la sua opera tragica, in un atto, “Moro” è stata presentata in Cattedrale a Verona e in un tempio protestante a Parigi, e quindi tradotta in lingua francese.
Ha vinto la targa Tenco nel 1987 per la Migliore opera prima ( album Al ) e nel 2007 il Premio Lunezia per la qualità artistica della carriera.
E’ davvero un onore averlo tra noi.

Nell’ambito del progetto “lettura ad alta voce”ci presenta oggi “Don Giovanni”: dal mito ad un’espressione poetica contemporanea, la canzone, per cantare l’amore, per celebrare le donne “creature fantastiche” , dopo aver pubblicato recentemente il suo “Il supplizio di don Giovanni”.
Unico mito occidentale moderno, a partire dal 1630, lo spirito di Don Giovanni si è aggirato tra pièce teatrali, opere liriche, poesie e canzoni, suscitando spesso negli autori l’identificazione col personaggio, quando non la tentazione d’incarnarlo.
Da Tirso de Molina a Molière, da Da Ponte a Byron, da Puškin a Frisch, da Casanova aD’Annunzio a Truffaut, il mito ha pervaso infine l’espressione poetica contemporanea e la canzone, irretendone due massimi rappresentanti:
Leonard Cohen e Serge Gainsbourg