Oggi  15 Giugno 2011, il gruppo “ Anziano e Quartiere”  ha trascorso un  piacevolissimo pomeriggio,  presso l’ Azienda Agricola del Vo’  in Isola della Scala

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L’accoglienza della padrona di casa, Sig.ra Nicodemo Veronesi,non poteva essere più cordiale:  è stato un piacere ascoltare l’interessante storia della tenuta e dell’ elegante villa, opera del costruttore settecentesco Alessandro Pompei  famoso  per le sue dimore di campagna, tra le più eleganti e pulite del nord Italia.

Questa splendida abitazione , come spesso nella storia, è stata dimora di molte illustri famiglie a cominciare  dai  Pindemonte

Le origini del feudo dei Pindemonte ci portano al 1435 quando Giovanni Pindemonte acquista tutti i diritti e la giurisdizione di vicariato in pertinenza di Settimo e Isola Della Scala per il prezzo di mille ducati d’oro. La casa padronale, dell’architetto Alessandro Pompei, è datata 1742

Le guerre l’hanno oltraggiata, molte parti sono state bombardate ed i preziosi mobili e suppellettili sono stati trafugati, ma la passione dei nuovi proprietari sta a poco a poco rendendole l’anticosplendore.

Il gruppo ha consumato una ipercalorica merenda nelle ex scuderie e nei locali una volta adibiti alla lavorazione del riso e la giornata si è conclusa nel modo migliore.

 

 

 

 

 

 

 

 

Qualche foto per ricordare un pomeriggio in compagnia

Notizie Storiche

Nell’immagine appaiono due stemmi, il primo a destra è il blasone della famiglia Pindemonte; lo stemma è
composto da uno scudo semplice con all’interno un pino sopra un monte,
in cima la corona italiana di marchese.
Il secondo appartiene alla famiglia Castelbarco; si tratta
di uno stemma inquartato al primo e quarto con leone rampante e al
secondo e terzo con serpente visconteo, con capo dello stesso leone
rampante. Al centro, vi è uno scudetto con l’aquila bicipite imperiale,
sormontata dalla lettera F e dal numero romano III. Tutto lo stemma è
sovrastato dalla corona italiana di conte.
Gli stemmi sono stati realizzati attorno al 1880, quando la marchesina Maria Pindemonte si sposò con il conte Tommaso Castelbarco Visconti di Milano.

Oratorio di S. Francesco Saverio

Località Vo’- Isola della Scala –  Verona

Annesso alla villa si trova l’Oratorio  di S. Francesco Saverio

La costruzione dell’ Oratorio pubblico in località Vo’ , dedicato alla Santa Vergine Maria e successivamente a S. Francesco Saverio. Il santo gesuita patrono delle missioni cattoliche, fu voluta dai fratelli Giacomo e Giovanni Pindemonte verso la metà del’600.
La sua ubicazione originaria, come si rivela da numerosi documenti cartografici, era ove attualmente sorge l’edificio delle ex scuole comunali.
Nella seconda metà dell’800 essendo “troppo piccolo bisognoso di radicali restauri” il primo edificio fu sostituito dall’attuale .
Ultimato nel 1875, come si rileva dalla data incisa sul fastiglio della facciata orientale, venne consacrato il 23 Agosto 1880.
Nello stesso mese ospitò il matrimonio tra la marchesina Maria, figlia dell’ultimo discendente della famiglia Pindemonte-Rezzonico, con Tommaso Castelbarco Visconti di  Milano.
L’edificioin stile neogotico presenta due facciate uguali: una rivolta ad ovest ed una rivolta ad est che consentiva l’accesso al coro per i soli marchesi.
Sul campanile, la campana reca la firma di Luigi Cavadini.
All’interno l’originaria decorazione venne eseguita da Alessandro Franchini, mentre le parti in pietra uscirono dalla bottega di Gaetano Bernardi.
Sulla parete della controfacciata figurano lo stemma dei Pindemonte e quello dei Rezzonico.
A questa famiglia e alla loro predilezione per Bassano si riferiscono le due grosse lapidi sottostanti, qui impropriamente trasferite da altro luogo.
Sul lato destro, un lapide affiancata al tricolore, fa memoria dei soldati dle luogo caduti nella Grande Guerra.
L’oratorio subì i danni del bombardamento dell’ultimo conflitto che comportarono la ricostruzione del tetto e della volta.
Un meticoloso restauro delle murature e delle decorazioni, voluto dagli attuali proprietari nell’Aprile del 1997, in occasione del 60° di Cesira e Apollinare Veronesi, lo ha riportato alla situazione che al momento è possibile ammirare.
Tra le cose degne di ammirazione vanno annoverati anche i due confessionali, lavoro di ebanisti della Brianza, qui trasferiti dai Castelbarco, nonché il gruppo della Pietà, opera di buona fattura attribuibile ad un artista della Val Gardena.