Mercoledì 11 Dicembre 2013

ESPERIENZE DI ACCOGLIENZA ALL’OSTELLO DELLA GIOVENTU’

a cura del prof. Fiorenzo Scarsini

Mercoledì 11 dicembre  abbiamo avuto la gioia di avere fra noi il prof. Fiorenzo  Scarsini, direttore dell’ostello della gioventù, una presenza amica.  .

In passato ci siamo recati due volte  in visita all’ostello per conoscere la bellissima struttura del complesso di Villa Francescati, ma anche  le modalità e lo spirito  di accoglienza che caratterizzano questo luogo di cui il professore è l’anima, “volontario a vita piena,” come lui si definisce,  da più di trent’anni.

Il prof. Scarsini ci ha raccontato l’esperienza tutta particolare  di accoglienza di 75 profughi fuggiti dalla guerra libica  nel 2011 e provenienti a loro volta da diversi paesi dell’Africa. Ad accompagnarlo c’era Tigo proveniente dal Togo e anche lui, come gli altri, profugo dalla Libia, rimasto ora a lavorare come collaboratore  all’ostello.

Ci è stata mostrata la carta geografica dell’Africa  con i diversi paesi di origine dei 75 migranti e le rotte percorse per arrivare in Libia, dove tutti avevano trovato, dopo molte traversie, la possibilità di un lavoro e una vita dignitosa  per loro e per le famiglie rimaste in patria. Questo fino allo scoppio della guerra.

Tigo ha dato voce  al racconto di viaggio  di Gibril, proveniente  dal Mali e ora apprendista falegname in Valpantena:  fatiche…paure … speranze,…..

”.Ognuno pregava il suo Dio…Lo Spirito di Dio ci  conduce…non sappiamo dove stiamo andando”… così scriveva Charles, nigeriano.

L’ostello,grazie ai contributi della Prefettura e al lavoro prezioso di tanti volontari  ha dato a tutti i 75 rifugiati la  possibilità di vivere in maniera dignitosa, imparare la lingua italiana, usufruire della assistenza sanitaria, conoscere le basi  della nostra legislazione,  permettendo così a ciascuno di  trovare un lavoro adeguato.

Un’esperienza di accoglienza e d’integrazione che fa onore alla nostra città e  apre  il cuore alla speranza che è possibile costruire un mondo più giusto e fraterno.

Sollecitato da noi, il prof. Scarsini ha fatto poi il punto circa la volontà del Vescovo di vendere  l’ostello per ricavarne risorse da investire nella pastorale. Ci ha  manifestato tutta la sua amarezza per la diatriba in corso e l’incomprensione che ne è nata sia  verso di lui che nei confronti dell’opera dell’ostello.

Già in passato prendemmo posizione contro questo progetto di vendita scrivendo una petizione al Vescovo in cui sottolineavamo i valori profondi  che animano quest’opera e la particolare passione e la grande umanità  con cui  il prof. Scarsini  l’ha sostenuta per più di trent’anni.

La nostra petizione, così come quelle di tanti altri è rimasta purtroppo  fino ad ora inascoltata….. e allora perché non scrivere al Papa?