MERCOLEDI’ 3 aprile

“Geriatria: scienza di storie e di uomini” a cura del dott.L.Grezzana

Il Dott. Grezzana, noto geriatra di Verona, che abbiamo ospitato oggi nella nostra associazione, ci ha parlato per più di un ‘ora con grande simpatia ed affabilità.
Le sue specializzazioni mediche coprono un’intera pagina, ma la geriatra è la sua passione.
Fin da giovane ha nutrito grande rispetto e interesse per le persone anziane, sia dal lato medico  che dal lato umano, per il patrimonio di esperienza e saggezza che portano con sè.

Attraverso la proiezione di alcune fotografie ci ha illustrato il cambiamento delle condizioni di vita dai primi del  ‘900 ad oggi e come la scomparsa della componente fatica, abbia agevolato l’esistenza di noi tutti.
Dalle foto si è potuto vedere che una donna di quarant’anni di un secolo fa, fiaccata da lavori pesanti, potesse dimostrare il doppio dell’età anagrafica.

Ora la situazione è mutata e i lavori di fatica non ci sono più, ma è aumentata la solitudine, anche per la mancanza di quelle specifiche usanze contadine, che creavano comunità (il famoso filò)

Un aneddoto narratoci è particolarmente significativo: se di due finestre una rimane perennemente chiusa i cardini si arrugginiscono e c’è  il rischio che non si apra più.
La persona anziana non deve fermarsi, deve accogliere gli stimoli che la vita gli offre: muoversi di casa, nutrire interessi, relazionarsi, confrontarsi con cose nuove e mai adagiarsi.
Come medico ci ha raccontato che la geriatria è un medicina che non ha regole precise, ma necessita di tanta fantasia e la guarigione è spesso determinata dalla consapevolezza che dopo la malattia a casa c’è qualcuno che ti aspetta.
E’ inoltre importante non sradicare la persona anziana dal suo ambiente, dal suo gruppo di pettegolezzo, dal suo bar ecc., difficilmente riuscirebbe a costruirsene un altro.

Simpaticissimo il racconto che il professore ci ha fatto sul paese di Latronico (ca 5.000 abitanti) nel parco del Pollino: una disposizione Gelmini determinava la chiusura delle scuole con meno di 50 alunni. Arguta l’idea del Sindaco di iscrivere alle classi gli anziani.
Le scuole si sono riempite, con grande beneficio per i “non più giovani” che hanno avuto la possibilità di imparare e allenare la mente (nella zona esiste ancora l’analfabetismo) e per i ragazzi che spesso possono apprendere più dagli anziani che dai libri.

Conclusione: un pomeriggio interessante e piacevole e l’incontro con una persona che, proprio per le sua vasta “conoscenza”, si è rapportato con i presenti con simpatia e disponibilità