Mercoledì 6 Novembre 2013

presentato da Bruno Etrari

.

Bruno Etrari presenta Giuseppe Brugnoli e crea subito un clima di familiarità, di amicizia ;alcune persone si riconoscono, vengono riconosciute con espressioni estemporanee cariche di simpatia e dell’intimità che il dialetto, per chi lo conosce e lo ha praticato, sa creare ed espandere.
Il giornalista-scrittore racconta di se stesso, della frequentazione della parrocchia di S.Giorgio, della rivalità con i “fineti” della chiesa dei S.S. Apostoli, degli amici di un tempo (alcuni sono anche presenti).Torna l’atmosfera del primo borgo Trento.
Inizia a scrivere su Verona Fedele ,diventa Direttore del giornale di Vicenza, poi direttore de l’Arena per essere ora anche scrittore.

Racconta come è nata l’ispirazione del libro”L’ironia di Dio”, un viaggio a Lourdes per capire, per comprendere.
Conclude, quasi a non volersi concedere troppa importanza con una barzelletta:
– Avìo trovà serà?” si chiede chi  vede lui e  i compagni di viaggio ritornare dalla grotta.
Nell’Arena ha un suo spazio “El canton del Bepi”: un ..canton importante dove traspare spesso il suo amore autentico per il patrimonio della città. Anche a lui capita di non essere pubblicato, forse perché, pensiamo noi, dice la verità.

Fu una sua stampa del Durer con la sacra famiglia e una stella bianca, esposta in un arcovolo dell’Arena a dare l’avvio alla mostra dei presepi, ma ora l’anfiteatro dovrebbe essere conosciuto e valorizzato per se stesso. 2000 anni e non ha una crepa!! Dovrebbe essere visitato nell’interno e non solo per esigenze..idrauliche!!
Risponde puntuale alle domande che gli vengono poste sulla sua attività di giornalista (“ho fatto solo quello!”), ma con un’ironia che suscita la risata, che coinvolge.
Spesso la cronaca dei fatti è lontana dalla realtà perché il cronista non racconta ciò che vede ma ciò che sente, spesso viene remunerato poco e per i servizi che riesce a portare, non ha un impiego fisso.
Ci sono disposizioni a maggiore tutela della privacy ma non vengono rispettate ed è molto difficile e costoso pensare ad una difesa  personale.
Non ci sono più i correttori di bozze (un tempo professori in pensione o in necessità di arrotondare il proprio stipendio). È così che si vedono tanti strafalcioni. Anche qui esempi illuminanti : pena comminata – pena inflitta – amnistia. L’uso di questi termini è spesso scorretto.
Nella vita di un giornale è molto importante la figura del “giornalista che legge” : sceglie gli articoli, i titoli, l’impaginazione per costruire l’architettura del giornale stesso. Spesso chi legge non scrive o la fa in età più avanzata, dopo aver raccolto molto materiale. Come nel caso del giornalista G. Priante che recentemente ha pubblicato il suo ultimo libro con il materiale raccolto dal giornale stesso.
Per essere un buon giornalista occorre sì una buona capacità ma anche della fortuna.
Un grande Brugnoli, con un parlare schietto, profonda umanità e cultura