MERCOLEDI’ 10 aprile 2013

“Leggerezza e musica: la lirica di G.D’Annunzio “a cura della prof.P. Rossari Vedovello

In occasione del 150° anniversario della nascita di G.D’Annunzio,guidati dalla bravura della prof.ssa Rossari entriamo oggi nel mondo dannunziano partendo da “La pioggia nel pineto” e concludendo, dopo un breve cenno al “Piacere” con la “Sera Fiesolana”.
Ne apprezziamo la musicalità frutto della cesellatura delle parole,della tecnica sapiente dei versi,delle rime, delle assonanze o dissonanze,delle allitterazioni,dei termini onomatopeici.
Fra le righe capiamo anche chi era D’Annunzio e non è difficile perché il poeta ama, ha bisogno di “mostrarsi” in primo piano: la sua vita è un’opera d’arte come il padre-maestro aveva suggerito ad Andrea Spirelli, protagonista de “Il piacere”.
Si propone spesso : io, sempre io, con una donna accanto, una donna speciale in cui potersi riflettere come in uno specchio, guardare, farsi guardare. Insieme si immergono nella natura diventando un unico, la pioggia che da leggera diventa più forte non fa paura. Il panismo dannunziano.
Riusciamo a godere di più se non cerchiamo i contenuti, se ci lasciamo trasportare dalla sinfonia di suoni che captiamo, se ascoltiamo la poesia ad occhi chiusi.
D’Annunzio non è Montale,Ungaretti, Pascoli … I primi lavorano per sottrazione, D’Annunzio per addizione.
Uno sguardo anche a “La sera fiesolana”: un gioco di suoni,un dialogo che è soprattutto monologo. Tre strofe quasi senza punteggiatura.
Il tempo trascorre veloce: abbiamo rivisitato D’Annunzio,rivisto una poesia che sicuramente avevamo studiato da giovani, l’abbiamo risentita dalla viva voce del nostro Giancarlo, è stato per tutti un grandissimo piacere.
La soddisfazione di tutti espressa da una domanda di una socia presente: ritornerà ancora la prof.ssa Rossari?