Mercoledi 6 Maggio 2015

EXPO 2015
Davvero interessante l’esposizione dell‘arch. Calcagni, divisa in due parti, ciascuna di 45 minuti, intervallate da una pausa-caffè.
Inizia la sua esposizione ricordando il protocollo relativo alle esposizioni internazionali (Bie) con regole comuni stabilite nel 1928: prevede una durata di sei mesi, un intervallo di 5 anni, l’impegno economico da parte di ciascun stato espositore, il rispetto della tematica scelta, un simbolo.

 

Nel suo excursus storico privilegia l’Expo del 1851 a Londra, con la costruzione di un unico contenitore, il Crystal Palace, realizzato dal geniale arch.J.Paxtou: un grandissimo rettangolo di 41 metri di altezza formato da tanti elementi in ferro, primo esempio di architettura moderna, con montaggio dei singoli pezzi fissati con bulloni.

Nel 1889 l’Expò ha la sua sede a Parigi: suo simbolo sarà la Torre Eiffel dal nome del suo progettista. Raggiunge i 330 metri di altezza ed è rimasta come simbolo, ovunque riconosciuto, di Parigi, nonostante all’inizio sia stata contestata e la sua manutenzione sia particolarmente gravosa.
Purtroppo è stata distrutto l’autorimessa-hangar delle automobili, meraviglia di costruzione moderna, con una serie di arcate atte a diffondere la luce. Il tema di quell’Expo era l’energia elettrica e Parigi per la prima volta fu illuminata.

Passa poi ad illustrare l’Expo di Milano nel 1906 dedicato ai trasporti. In quella occasione venne aperto il traforo del Sempione con una galleria di 20 Km su due percorsi: un lavoro eccezionale tenendo conto del tempo in cui venne fatto e di grandissima importanza perché collegava Milano con Parigi proiettando l’Italia nell’Europa. Le copertine dei giornali dell’epoca danno grande risalto all’avvenimento: le vediamo proiettate.

 

La relazione continua con le immagini delle varie esposizioni che si sono susseguite negli anni: 1937 ancora a Parigi,

dove, nella stessa area, spiccano i padiglioni della Germania con i simboli del nazismo e quello della Russia con un imponente monumento ai lavoratori. Padiglioni posti l’uno di fronte all’altro quasi ad ostentare la loro potenza.

Particolarmente significativo il piccolo padiglione della Spagna repubblicana con al centro il grande quadro “Guernica” di Picasso.

1942: Roma: l’expo che non c’è stato!Era già stato presentato il progetto, molto bello, cui avevano lavorato i migliori architetti (periodo di fascismo ma anche di ingegno); prevedeva la zona che ora è occupata dall’Eur nell’asse fori imperiali e mare, a significare la continuità con il passato e l’apertura al progresso; il simbolo: un arco di alluminio di forte impatto.

 

Si riprende nel 1958  a Bruxelles con un ’expo dedicato all’energia atomica e simboleggiata da una grandissima costruzione raffigurante la molecola. Inizia l’era atomica, ricca di possibilità e di minacce, l’era dell’esplorazione dello spazio nel padiglione della Russia che espone lo sputnik.

 

 

L’architetto Calcagni si sofferma poi sull’esposizione di Shangai, la più grande e la più costosa, con 70 milioni di visitatori. Espositori da tutto il mondo lungo dei percorsi costruiti in modo da privilegiare gli stati più potenti ed amici.

 

In quell’esposizione la Gran Bretagna riceve il premio di migliore espositore per la costruzione di un cubo fatto di fili acrilici che creavano figure luminose.
Spicca la Cina con immagini che mettono in risalto la tematica della cura dell’ambiente: vivere in modo migliore superando smog e inquinamento di ogni genere, così evidenti proprio a Shangai.

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Dopo la pausa, e nessuno di noi avrebbe previsto un’attenzione così viva per tutta la durata, l’architetto prosegue la sua relazione mostrando bellissime immagini dell’Expo a Milano, il nostro Expo, inaugurato il 1 maggio.

Ci mostra questa piantina (apribile) fornendoci molti interessanti chiarimenti sulla struttura dell’esposizione. L’intero spazio di 110 ettari è suddiviso in lotti rettangolari sull’asse del  Decumano che, con il Cardo, dividono il sito in quattro zone. Ben 53 Paesi partecipanti hanno costruito il loro padiglione. A questi si aggiungono 9 cluster per aree tematiche (caffè riso, cacao..), lotti corporate (dedicati alle aziende), grandi spazi verdi, servizi, piazze, nonchè “lake Arena” con l’Albero della Vita.

Tutta l’area espositiva è circondata da acqua a ricordare i Navigli di Milano

In un veloce excursus sulle architetture ci ha mostrato, con slide, la geniale soluzione per la copertura del decumano, le particolarità dei padiglioni del Regno Unito e della Cina che, con Palazzo Italia  e il bellissimo “Albero della vita”, costituiscono  opere pregevoli e di forte impatto

Sottolinea che sarà un’esperienza straordinaria per il nostro paese, non solo per i temi trattati, ma anche per  l’architettura degli spazi espositivi.
Il tema di questa edizione è “Nutrire il pianeta, energia per la vita” con percorsi educativi che richiamano il diritto al cibo per tutta l’umanità.
E’ importante ricordare che ingegneri, architetti e maestranze hanno contribuito, in breve tempo, a rendere la struttura armoniosa e congegnata in modo che tutti i paesi espositori abbiano la stessa visibilità.
E’ ammirevole, conclude l’Architetto, che in pochi mesi gli addetti siano riusciti a portare a termine un’opera così grandiosa, dove spiccano le coperture a teli bianchi che isolano gli spazi di servizio e alcuni ambiti, ancora non completati del tutto.

Mappa Expo 2015

Qui il rendering dei padiglioni di tutti i Paesi Partecipanti

Tour virtuale dell’esposizione

alcune immagini