Pomeriggio di autentico divertimento con i “Rava”, presentati con
particolare bravura dal prof.Maurizio Ravazzin, figlio di uno dei
fondatori della storica compagnia teatrale, che ha dato lustro e
prestigio alla città di Verona.

Una foto del 1926 ritrae gli otto fratelli Ravazzin nell’atto di un improvvisato balletto: è  l’inizio, l’emblema di numerosi spettacoli che si susseguiranno nel tempo….

La guerra purtroppo costringerà l’Ufficiale Sergio Ravazzin in un campo di prigionia Americano in Algeria. Per far passare il tempo, il maestro organizza numerosi intrattenimenti musicali raccogliendo musicisti anche da altri campi.
Qui assorbe gli influssi jazz portati dagli americani che caratterizzeranno la sua musica a guerra finita.

1955, il 17 febbraio, i Ravazzin diventano i “Rava”, nome d’arte a significare
che oltre che attori sono anche autori dei testi delle riviste che
vengono allestite a Verona e in altre località.

E’ un nuovo “nome d’arte” dopo che già nell’epoca fascista, avevavo dovuto chimarsi Ravazzini per evitare qulsiasi riferimento, come la desinenza in ” in”, alla cultura francese.

Tranne Riccarda e Fernanda, tutti i fratelli fanno parte della compagnia…  Sergio, Gino, Plinio che lavora alla Rai di Milano, Renato giornalista al gazzettino e all’ufficio stampa de l’Arena, Adalgisa, Luciana;  Sergio maestro del coro de l’Arena, istruiva artisti e cantanti molto famosi.

La rivista “Un bel dì vedremo” ideata dai tre fratelli maggiori, vedrà trent’anni di repliche sulla falsariga di una prima edizione del periodo della guerra.
Gli spettacoli si terranno al teatro Nuovo in occasione del carnevale con
una durata di 4 – 5 ore; incontreranno un enorme successo. Solo al primo parteciperà, per richiamare il pubblico, un presentatore come Febo Conti  allora conosciutissimo per le trasmissioni radiofoniche.

Nel 1970 ai tre iniziali fondatori si aggiungono i Rava più giovani: Giancarlo e Luciana.   Dopo la fine della guerra e prima di avviare  la sorica compagnia della Rivista, Sergio Ravazzin dirige la sua orchestra al Grillo,  storico ambiente di Verona all’Olivo, famoso ritrovo di personaggi della lirica e dello
spettacolo per i quali Sergio Ravazzin è diventato punto di riferimento.

Agli spettacoli di rivista  parteciperà anche Gigliola Cinquetti, perfino nell’anno che la vede appena reduce dal successo a Sanremo.

1988:il maestro Sergio Ravazzin chiude simbolicamente il pianoforte e qui si conclude la straordinaria vicenda dei “Rava”.

Significative foto della compagnia