Deposito di Munizioni Lazzaretto Vecchio: il recinto rettangolare ad arcate prima del 1943

Mercoledì 13 Settembre 2017

Il Lazzaretto, da luogo di dolore a risorsa culturale a cura della prof. A.Conforti Calcagni

Annamaria Conforti, per Verona del Fai, ci illustra, attraverso interessanti immagini, il recupero del “Lazzaretto”, memoria storica della città di Verona, restituito ai cittadini tutti come luogo di spettacoli, di concerti e di incontri culturali.

Da studiosa ed appassionata d’arte si accalora nel sottolineare come la felice intuizione della delegazione Fai veronese, in accordo con il Fai nazionale, unita all’impegno profuso dai cittadini del borgo adiacente alla zona pertinente il monumento, possano realizzare il miracolo di far

rinascere un’opera che per anni era stata nel degrado più totale, invischiata nelle sterpaglie, usata abusivamente come discarica.

Infatti, dopo la  sua costruzione, avvenuta nel 1549 per isolare i malati infetti da malattie contagiose, divenne luogo di importante utilità sociale durante la peste del 1630 che aveva decimato due terzi della popolazione.  Strategica la costruzione sull’Adige a valle della citta.

Ciò permetteva un sistema di allagamenti dell’intera zona (contrassegnate in giallo) per favorire l’igiene e non diffondre il contagio in città.

Un particolare importante era un’ acustica perfetta che permetteva a  tutti i ricoverati nelle celle perimetrali di ascoltare la messa celebrata nel tempietto centrale

Lasciato per anni nell’incuria e nell’abbandono, durante la seconda guerra mondiale divenne ricovero e deposito di munizioni, causa queste ultime del suo smantellamento per  scoppi provocati anche accidentalmente

 

Finalmente l’intervento del Comune, sollecitato fortemente dal FAI, ha ripulito dalle sterpaglie e dagli alberti che erano cresciuti  spontaneamente.

Oggi il complesso è’ stato completamente evidenziato nella sua pianta originaria, con le cellette e i muri divisori. Quest’ultimi creavano quattro zone in cui i malati venivano suddivisi in base allo stadio della malattia , fino ad arrivare in alcuni casi,  allo spazio convalescenti.

 

Il tempietto attribuito dalla maggioranza degli storici al Sammicheli, si offre allo sguardo in una veste suggestiva, immerso in una distesa di verde con piante secolari e lambito dalle “pacifiche”acque dell’Adige,da godere in tutto il suo splendore per un tempo libero di qualità tra cultura e natura.

 

Ogni anno vengono organizzati eventi di ottima qualità