Mercoledi 11/10/2017

Ad alta voce: lettura di pagine tratte da “ Adagio ma non troppo “di Elena Gianini Belotti
A cura della prof. Patrizia Rossari

Il racconto “ORATORIO DI NATALE” è il monologo di una vedova che ricorda con rimpianto il marito Armando, uomo meraviglioso, intelligente, sensibile, gentile, paziente.
Ma piano piano dalle pagine del libro emerge la figura di quest’uomo che si fa portare nella sua stanza caffè, acqua, spremute, tirare le tende e alzare le tapparelle (in pratica non fa proprio niente). Ogni tanto prepara il programma di un viaggio ma è lei che deve provvedere a tutto: prenotare l’albergo, fare i biglietti del treno, andare in banca, ecc.
E poi c’è la musica. Alla moglie piacerebbe tanto andare a teatro ad ascoltarla ma Armando si annoia, si limita a regalarle dei dischi che lei può ascoltare solo a bassissimo volume, per non disturbarlo.
Ecco presentata, in tono ironico, la figura della donna di qualche decennio fa, talmente abituata a servire da non accorgersi neppure della sua sottomissione.
Terminata la lettura, si è aperto il cassetto dei ricordi di noi ascoltatrici.
Chi ha ricordato che doveva pulire le scarpe ai fratelli , chi ha faticato e lottato per poter lavorare in un periodo in cui, per l’uomo, era quasi un disonore che la moglie non stesse in casa a badare ai figli. E questo è confermato dal proverbio “ Che la piasa, che la tasa, che la staga in casa “. E non parliamo dei lavori domestici! Ancora oggi le nostre nonne fanno fatica ad accettare che l’uomo prenda in mano una scopa o lavi i piatti.
Per fortuna le nuove generazioni stanno cambiando. Oggi i nostri figli e figlie lavorano e le donne non accettano più che i mariti o i compagni arrivino a casa e si siedano a leggere il giornale o…..a giocare con il computer.