Ritratti della mia Africa. A cura di Claudia Marsciaj   -12/4/2027

Un’Africa molto speciale, vista con lo sguardo dell’amore e della condivisione quella che emerge dal racconto di Claudia, infermiera di Croce Rossa, che insieme con il marito medico e il figlioletto Pierfrancesco nel dicembre 1966 lascia Venezia con la motonave Africa per raggiungere l’Uganda diretti ad un piccolo ospedale in mezzo alla savana nel west-Nile.

Si tratta di un viaggio avventuroso e affrontato, quasi con l’incoscienza-aggiunge Claudia-di chi sta per realizzare un sogno coltivato sui banchi del liceo. Le parole sgorgano dal cuore……racconta “le donne africane sono entrate prepotentemente nella mia vita la notte del primo Natale trascorso ad Angal”.

Un parto improvviso interrompe la loro messa di mezzanotte; la partoriente è in pericolo di vita e Claudia si sottopone a donare il suo sangue compatibile per una trasfusione.

Sul letto d’ospedale le due donne si toccano vicendevolmente la mano e come per incanto la loro esistenza si trasfigura. Per quel gesto si stempera la diffidenza da parte del villaggio e per Claudia c’è la spinta a superare le difficoltà incontrate al suo arrivo in una terra sconosciuta: scarsa dimestichezza con la lingua locale, isolamento e distacco dalla famiglia, enormi distanze dalle grandi città .

A poco a poco si stabilisce tra lei e le donne del villaggio una preziosa complicità che, attraverso il cucito, le offre l’opportunità di migliorare la loro vita, di dare consigli sull’educazione dei loro bimbi e soprattutto di trasmettere regole importanti di corretta alimentazione e di igiene.
Claudia e il marito Mario primario di “Malattie Tropicali “presso l’ospedale di Negrar hanno donato all’Africa quindici anni, intercalati da rientri in Italia, imposti dalle esigenze scolastiche dei figli,
Pierino ed Elena, nata ad Angla ed ora ormai grandi, completamente coinvolti nel progetto portato avanti dai genitori in collaborazione con “”medici del Quamm”.
Claudia è riuscita a comunicare all’uditorio il fascino dell’Africa e l’amore autentico che ha ricevuto dalle africane, “donne forti, mai rassegnate, capaci di enormi sacrifici “come risposta alla sua generosa dedizione per il riscatto della loro condizione di bisogno.
A fatica la relatrice conclude la sua esposizione, incalzata dalle domande di tutte noi, commosse e piene di ammirazione per una esperienza di vita così ricca in una terra che riserva misteri, ma anche risorse naturali e umane incomparabili.