Mercoledì 4 Ottobre 2017

 

Fausto Coppi ci viene presentato da Renzo Puliero, giornalista sportivo e nostro concittadino, quasi come un amico, una persona familiare che fa parte dei ricordi dello sport veronese.

Coppi, infatti, mito e icona dell’Italia del dopoguerra, arriva nella nostra città nel 1950 per compiere il “circuito degli assi” circuito Campagnola e viene festeggiato dagli “Aquilotti “società di borgo Trento ora scomparsa.

Persona dolce e gentile -lo descrive-timidissimo, che, pur non amando la ribalta, era sempre molto disponibile con tifosi e giornalisti.

Anche la presunta rivalità con Bartali che aveva infuocato le cronache di allora viene smentita dalle testimonianze dei figli-ribadisce Puliero-con i quali aveva avuto modo di confrontarsi. Al contrario i due campioni erano legati da una profonda amicizia, alimentata da una buona ironia unita a sentimenti di bontà.

Nel filmato (non diponibile) con stupende immagini in bianco e nero che mettono in luce le imprese quasi fiabesche del grande corridore (ha vinto trenta volte),esaltando la sua bravura e caparbietà nell’affrontare difficoltà di ogni genere come strade sterrate o fanghiglia, emerge il volto straordinario di un’Italia povera e ridotta in macerie; un’Italia costretta dalla fame ad emigrare, ma anche un’Italia autentica, semplice che si accalca sui circuiti del “giro” per applaudire il suo beniamino; un’Italia che apprezza i valori di uno sport autentico, senza eccessi; valori che rimangono a tutt’oggi nel rispetto delle regole.

Quello del ciclismo -sottolinea il relatore-è uno sport altamente formativo e adatto a tutte le età, dal momento che la tecnica supplisce ai limiti personali dei fruitori della bicicletta. La cosiddetta “pedalata assistita”. Molto positivi i commenti dei presenti che hanno seguito con grande interesse ed hanno posto al giornalista numerose domande.

Puntuali le risposte del giornalista, definito “memoria storica” del ciclismo veronese, autore di due volumi pubblicati nel 1998 e nel 2007, intitolati appunto “Ciclismo a Verona”. Anche a Fausto Coppi ha dedicato un libro.

La sua ” pagina del ciclismo” tenuta settimanalmente per diversi anni sulle pagine del quotidiano cittadino è stata sempre particolarmente apprezzata. Le cronache sportive erano scritte dopo aver assistito di persona alle imprese degli atleti e riportavano le voci dei protagonisti e delle società, contribuendo così alla crescita e alla maturazione di atleti e dirigenti.