Mercoledì 6 novembre 2019

Beatrice regina della Scala, nostra autorevole antenata
a cura di Annamaria Conforti Calcagni —-

 

Annamaria Calcagni Conforti ci ha “regalato” una preziosa anticipazione della sua prossima pubblicazione, un romanzo storico, frutto delle sue appassionate ricerche sulla figura di Beatrice della Scala, figlia di Mastino 2′ della Scala. Interesse nato dall’ammirazione nei confronti degli Scaligeri, che a Verona hanno lasciato un’impronta significativa.

Beatrice riceve la stessa educazione impartita ai fratelli e nel 1350 sposa Bernabo’ Visconti con il quale da’ inizio a Milano ad un grande fervore di iniziative e di opere, tra cui la costruzione di famosi castelli disseminati in tutta la Lombardia e ancor oggi visitabili; quello di Sant’Angelo Lodigiano era loro residenza per gran parte dell’anno; circondato da una vegetazione lussureggiante costituiva un luogo ideale per la caccia di cui Bernabo’ era appassionato.

Nonostante le intemperanze del marito, la coppia vive felicemente, mettendo al mondo una quindicina di figli, tutti in ottima salute, imparentatisi successivamente con le migliori casate del tempo.

Documenti importanti descrivono Beatrice, donna di lettere di sicuro spessore, avvalorato dal suo incontro con Francesco Petrarca, da lei ospitato a Milano, reduce da Avignone. Fu donna anche di potere politico negli anni dal 1300 al 1334, esercitato insieme alle cognate Gigliola Gonzaga e Biancamaria d’Aosta nella scuola, nella giustizia e nella sanità, creando dei distretti sanitari, chiamati in seguito ospedali.
Per la giustizia, poco poterono incidere, perché Bernabo’ si comportava da tiranno, in balia delle sue passioni.

Beatrice nel 1370 vuole dedicare alla Vergine Ausiliatrice una chiesa paleocristiana tutta mosaici, di grande prestigio, istoriata come ce ne testimonia una incisione del’700, che ne rivela uno spaccato. La chiesa viene ribattezzata dai milanesi” Santa Maria della Scala”.

Alla metà del ‘700, tuttavia, l’edificio sacro va in deperimento e, al suo posto per volere di Beatrice viene allestito un teatro pubblico con il nome di “Teatro alla Scala”.

 

L’interesse suscitato dalla narrazione della prof. Conforti e’ confluito nelle numerose domande che ne sono seguite: il suo eloquio fluente e sempre elegante ha conquistato i numerosi ascoltatori che hanno applaudito calorosamente.