Mercoledì 3 aprile 2019   il professor d’Alessandro è stato ospite in Associazione e ci ha parlato de

“L’arena sopra e sotto…  a cura di M.D’Alessandro

 

 

Vista dell’Arena e di piazza Bra dopo il livellamento generale eseguito nel 1820
appaiono i giardini

 

Immagini, foto, stampe antiche scorrono sullo schermo a raccontare le vicissitudini dell’Arena, insigne anfiteatro costruito nel 1′ secolo d.C.,fuori della città e inserito nell’epoca galleneiana nel perimetro delle mura.

Fortunose nei secoli le vicende del monumento, che, dallo splendore dei tempi romani, durante i quali fu centro spettacolare della vita pubblica veronese, decade nel medioevo e nei primi secoli dell’età moderna,durante i quali viene adibito agli usi più disparati e addirittura come cava di pietre per nuove costruzioni. Non è escluso che parte dell’ “Ala”  sia servita per erigere edifici circostanti.

Gli arcovoli hanno avuto disparate funzioni: erano occupati da commercianti e artigiani    Le foto di un autore austriaco (mancanti) immortalano un bottaio che ripara botti, carri in partenza con le più svariate merci e bimbi che dondolano sull’altalena

l’interno che poteva contenere 20000 persone. Ora molte meno per la presenza del palco

Un vero e proprio restauro comincia con i Veneziani: Jacopo Foscarini provvede alla sostituzione di tutto il catino con una copertura di sabbia( la rena) e la costruzione dei gradini che non rispettano tuttavia l’inclinazione ottenuta dai romani, per cui si verificano le prime dannose infiltrazioni d’acqua.

16 giugno 1734 viene pubblicato un documento molto interessante, una”grida”che impone la salvaguardia dell”Arena.

Lo spettacolo diurno all’interno dell’anfiteatro nel XVIII secolo divenne estremamente popolare.

L’Anfiteatro fino ad allora inutilizzato, viene usato per vari eventi. Nel 1761 viene costruito all’interno un piccolo teatro in legno per rappresentare le commedie del Goldoni.  Avranno luogo inoltre  spettacoli carnevaleschi o circesi e fiere di animali .

Teatrino in legno per rappresentazione soprattutto Goldoniane
Il circo di Buffalo Bill

Agli inizi del’900 una foto rappresenta il secondo “Vinitaly” e i festeggiamenti per il bicentenario della Cavalleria Reale alla presenza del re.

Vittorio Emanuele in Arena 17/5/1906

 

 

Una descrizione dell’ambiente e dell’atmosfera, con i nobili e i facoltosi che sedevano su delle sedie, mentre il popolo sedeva sulle gradinate,
ci arriva anche da Dall’Oca Bianca, in occasione di uno dei tanti eventi

 

Altra testimonianza del 17 aprile 1916: mercato dei bovini

Nel 1926 vi si organizza una mostra canina. Una gara di moto-calcio attira una folla imponente nel 1931. 

Nel ventennio fascista l’ arena si trasforma in palcoscenico per le numerose attività ginniche.

 

Intorno agli anni trenta, da una visita in arena del tenore Zenatello, nasce la proposta di rappresentarvi le opere liriche e  una foto dello Studio Gorzegno ritrae la folla che fa ressa per entrare dall’arcovolo dei Vip in occasione di una prima dell’Aida.

Prima rappresentazione Aida 10 Agosto del 1913

 

negli anni’60 e’70, con l’aumentare del traffico, intorno al monumento parcheggiano anche i “pullman”;

 

Di notevole interesse e suggestione ” l’Arena sotto” soprattutto dal punto di vista archeologico.

Sono visibili tre gallerie anulari, concentriche di altezza crescente verso l’esterno, con le poderose volte che sostengono la cavea. La struttura, in senso radiale e’ costituita da 73 settori di muro che si innalzano verso l’esterno. Al limite degli archetti c’è una botola con i canali allungati che terminano in un pozzo con l’acqua. Sopra, un enorme stanzone si dirama in quattro corridoi.

L’Arena in origine: un anello in più in altezza, poi crollato,  e uno in più in larghezza di cui è rimasta l’ “Ala”
l “Ala”, rinforzata durante la guerra

Con una carrellata di immagini, vere “chicche” di una straordinaria raccolta, il prof. Maurizio d’Alessandro, appassionato cultore di storia veronese, ci ha regalato un pomeriggio interessante e piacevole, sottolineato da un lungo applauso.