Mercoledì 31 Luglio 2019

Polisportiva Borgo Trento
Storia di quartiere, sport e ragazzi
a cura di Paolo Padovani

La Polisportiva nasce nel 1977, segnando momenti significativi nella storia del borgo, che in quel periodo pullulava di giovani e ragazzini pronti a calciare il pallone in ogni angolo o nella piazzetta

Parroco e curati di allora insieme con alcuni volontari, genitori, particolarmente sensibili alle problematiche sociali hanno dato un notevole contributo per promuovere varie attività, anche di carattere sportivo, con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni valori più profondi. Si costituisce così un’associazione che diventa punto di riferimento di tante iniziative parrocchiali, fucina di volontariato per molti giovani disposti a offrire tempo ed energia per il bene comune.

Ce ne parla con una certa emozione l’ architetto Paolo Padovani, allora protagonista , ora in veste di presidente dell’ attuale Polisportiva, rifondata dopo un decennio di alterne vicende in cui si erano smarrite le motivazioni iniziali. Insieme ricordiamo…mentre le immagini scorrono sulla parete mostrando volti sorridenti di ragazzi, tra cui il nostro ospite, che gremivano il cortile parrocchiale, il
campetto alle prese con le storiche partite che coinvolgevano anche i genitori, che, numerosi, si assiepavano ai bordi del “ring” con l’ entusiasmo dei tifosi.

Torneo al campetto della parrocchia di S. Pietro Apostolo

Ora le partite di calcio o altri eventi vengono organizzati fuori il borgo, privo di spazi consoni, in particolare in un campo a Quinzano, messo a disposizione dal Comune, con annesso edificio che gli stessi volontari dell’ associazione, circa una decina, cercano di recuperare dal degrado giorno dopo giorno, per renderlo più rispondente alle norme strutturali e di igiene.

Lo spirito che anima le attività e gli stessi volontari é quello stesso di allora improntato ai valori dell’ accoglienza, amicizia e solidarietà respirati nell’ oratorio parrocchiale, come testimonia anche don Renzo Zocca, allora curato e oggi presente al nostro incontro.

I ragazzi a partire dai 6 anni vengono accolti nello spirito della massima apertura, senza pesanti limiti di selezione, come avviene in genere in tutte le associazioni che avviano allo sport. Vengono preparati a rispettare regole precise di comportamento anche dal punto di vista tecnico, in un clima di sana competizione senza l’ assillo di primeggiare ma con l’obiettivo di autoeducarsi al “saper perdere” in uno spirito di mutuo aiuto. Valori proposti a ragazzi e adolescenti con la consapevolezza che lo sport praticato con serietà, puntando sul loro “Bene”  è un mezzo formidabile per raggiungere risultati straordinari, come si evince dagli esempi di recupero e di integrazione, riportati dal nostro ospite, di ragazzi italiani e di altre etnie, a cui è stata offerta una rete di protezione che li ha resi persone felici.

Esempi di bellezza e di positività che ci hanno riempito il cuore di speranza in un mondo migliore: ne siamo particolarmente grati a Paolo Padovani che ringraziamo di cuore.