Duomo, la rastrelliera a ridosso della colonnina in marmo

MOBILITÀ/2. In centro e nei quartieri si attende un progetto
Chi vuole o deve spostarsi in bicicletta affronta tutti i giorni mille difficoltà. E le rastrelliere non bastano.
Biciclette, poche rastrelliere ed è sosta selvaggia: sui pali della segnaletica stradale, su marciapiedi e ringhiere, accanto ai monumenti. Insomma, un po’ ovunque. La città su due ruote resta appannaggio dei quartieri più esterni, mentre nel centro storico rimane solo un progetto, iniziando dai parcheggi per le bici: pochi e, talvolta, persino non interamente utilizzabili.Come in piazza Duomo dove la vicinanza con un paletto di marmo ne «interrompe» l’utilizzo. Non va neppure meglio in via Leoni con un appoggio piegato da un’auto durante la manovra di parcheggio. Non è l’unico caso come non lo sono gli stalli auto troppo vicini. In via Diaz c’è persino una rastrelliera «errante»: ogni qualvolta intralcia lavori o percorsi di manifestazioni sportive è spostata nella vicina aiuola. Ma non ritorna prontamente al suo posto dinanzi all’edicola.La ciclabilità passa anche dai tracciati che talvolta vanno «indovinati» come sul marciapiede di porta San Zeno dove le delimitazioni gialle si scorgono appena e le buche rendono ancora più complicato percorrerlo. Rimane anche l’enigma della ciclabile di corso Porta Nuova da anni criticata e pericolosa: partendo da piazza Bra inizia un senso unico disegnato sul porfido della carreggiata, praticamente mai rispettato. L’altro senso è sul lato opposto della strada. Si aggiungono le auto spesso parcheggiate a lato con il pericolo di un’improvvisa apertura della porta passeggero, anche se in divieto. Poco più avanti le barriere sono utilizzate per legare le biciclette. Dal semaforo si sale sull’ampio marciapiede, ma la ciclabile è a ridosso di alcune bancarelle. Impossibile transitarvi se non spostandosi al di fuori del tracciato e tutto è lasciato a discrezione del ciclista.Poco più in là, si scende dal marciapiede per proseguire sul tracciato disegnato a lato della carreggiata. Ma, non terminano i rischi: poco oltre il successivo semaforo c’è una fermata Atv frequentata da molti studenti, spesso in attesa sul percorso ciclabile. Oltre, non manca la protezione dalle auto parcheggiate «a lisca di pesce» che di frequente invadono la pista costringendo a pedalare attraverso pericolose strettoie. Eppure, qualche anno fa erano stati pensati alcuni paletti per delimitare la pista. Mai, installati. E il venerdì c’è il mercato a complicare tutto. Neppure il tratto che porta alla Stazione appare sicuro: infatti, è spesso «invaso» da studenti e viaggiatori con bagagli. Qui regna anche la sosta selvaggia su pali della pubblicità, della segnaletica e ovunque vi sia una possibilità di legare le due ruote a pedali. Nuove ciclabili, poi, erano state annunciate in Borgo Trento e più volte sono stati mostrati progetti di tracciati sui marciapiedi. Uno era stato dato per definitivo: in viale Nino Bixio. Ma, è rimasto un progetto come la possibilità di togliere alcuni stalli auto in via da Monte.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 15/10/2018

Note: M. CERP