Visitatori a una mostra allestita a Castelvecchio

LA PROPOSTA. A marzo si è costituito un comitato formato da singoli cittadini e associazioni per chiedere al Comune un piano di ammodernamento della struttura
Il progetto di Civica Alleanza: «Il museo ha bisogno di più spazi va reso accessibile ai disabili e serve un punto di ristoro interno».
Carenze strutturali e potenzialità ridotte. Eppure Castelvecchio potrebbe diventare un museo di levatura europea, con spazi per la didattica e servizi innovativi, anche per i disabili.Dal restauro del complesso a cura dell’architetto Carlo Scarpa, avvenuto oltre 50 anni fa, la città è mutata parecchio, e la vocazione turistica di Verona è esplosa. Castelvecchio reclama quindi un ampliamento ben strutturato, che inglobi l’area in cui ha sede il Circolo Ufficiali e interrompa il suo destino di castello dimezzato. Il recupero degli spazi esterni, di alcuni camminamenti e del ristorante che si affaccia sull’Adige, potrebbero stravolgerne il futuro, insieme alla realizzazione di aule didattiche e una sala polifunzionale per mostre e conferenze.È questo il sogno del Comitato «Civica Alleanza per un Grande Castelvecchio» nato a marzo per riunire, oltre a singoli cittadini, tra cui Paola Marini, per 22 anni direttrice del museo, associazioni, come gli Amici dei Musei Civici di Verona, la sezione scaligera di Italia Nostra, Verona Polis, River, Magis e le categorie di professionisti quali l’Ordine degli Ingegneri e l’Ordine degli Architetti di Verona.«Castelvecchio ospita il Museo civico dal 1926 e, dopo il prestigioso restauro degli anni ’60 non vi sono stati ulteriori interventi importanti», fa presente l’avvocato Stefano Dindo, già noto per il suo ruolo di cittadino attivo come presidente degli Angeli del Bello. «Dal 2012 al 2017 i visitatori sono passati da 98 a 183mila, con un incremento dell’86 per cento. La nostra è una spinta civica dal basso in attesa di un impegno finanziario, e i fondi europei non mancano».«Verona è piena di chiese e arte, e ampliare la proposta culturale con spazi moderni è senza dubbio vincente», interviene Francesco Monicelli, presidente di Amici dei Musei Civici. «Ora il Museo è molto visitato da architetti e tecnici, ma l’offerta è carente. La biglietteria non ha spazi di attesa e, in caso di pioggia, le comitive devono attendere in cortile. I servizi igienici sono protetti da un pannello espositivo e non ci sono aule didattiche per gli studenti e nemmeno un bar per i visitatori. Inoltre l’accesso è impossibile per chi presenta disabilità motorie o sensoriali».«Ci sono duemila metri quadri interni e i 1.600 esterni sono in buona parte non condivisibili, perché in pertinenza al Circolo», fa presente Maurizio Cossato, presidente di Contec Ingegneria. «Lo stesso vale per i camminamenti, che potrebbero essere raddoppiati. Il salone del Circolo ben si presta a diventare una sala conferenze e il ristorante di fronte all’Adige potrebbe avere un ingresso separato, con affaccio su uno dei punti più suggestivi della città».Sulla questione interviene anche Paola Marini: «Il futuro va in questa direzione, è solo una questione di tempo e di volontà. Finora nessuno ha avuto il coraggio di sollecitare il trasloco dei militari ma un Museo di tutto rispetto, oltre a un implemento delle opere che, in questo caso, dovrebbero valorizzare meglio il Seicento e il Settecento, necessita di accessibilità e luoghi adeguati».La proposta «Fantasie per Castelvecchio» è già stata inoltrata al sindaco, visto che l’amministrazione è proprietaria di casa, come pure al generale di corpo d’armata, Giuseppenicola Tota.«Il sindaco Sboarina non ci ha ancora risposto ma il generale Tota si è mostrato molto collaborativo», conclude Monicelli. «Verona ha perso i grandi comandi e il numero di militari in città è ormai esiguo. Per i pochi che arrivano da fuori, spesso per sottoporsi a cure mediche, servirebbe piuttosto una foresteria. I 600 iscritti al Circolo che lo frequentano per una partita a carta o semplicemente per socializzare, possono trovare altrove validi spazi alternativi».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 20

Data: 15/05/2019

Note: Chiara Bazzanella