Lungadige Porta Vittoria sott'acqua: è successo anche mercoledì sera

MALTEMPO. Strade e sottopassi inagibili con auto bloccate, via Sottoriva un fiume in piena, tombini scoperchiati e alberi sradicati. Esercenti di Santo Stefano esasperati
L’altra notte Porta Borsari s’è trasformata in piscina e Veronetta è andata sotto in più punti. Rabbia di residenti e negozianti
Piove e la città finisce sott’acqua con sottopassi allagati, strade che diventano dei veri e propri torrenti, zone del centro sommerse. Eventi definiti straordinari ma ormai diventati a pieno titolo ordinari e che in questa estate si stanno verificando a cadenza quasi quindicinale.È accaduto di nuovo l’altra sera. Poco prima della mezzanotte un forte temporale si è abbattuto sulla città, dal centro ai quartieri, riversando al suolo circa 40 millimetri d’acqua e causando danni e disagi vari. Porta Borsari si è di nuovo trasformata in una grande vasca di acqua e fanghiglia. Veronetta è rimasta sommersa in vari punti e si conferma una delle zone più critiche di tutta la città. Da via XX Settembre a lungadige Porta Vittoria, rimasto per qualche tempo chiuso al traffico, fino alla zona di Santo Stefano finita ancora sott’acqua nonostante l’intervento biennale di Acque Veronesi che dovrebbe ormai essere concluso ma che si sta rivelando tutt’altro che risolutivo. E i residenti, esasperati, denunciano la mancanza di una serie di interventi programmati ma non realizzati.Ancora, sulla mezzanotte, via Sottoriva in centro sembrava un fiume in piena. Alcune auto sono rimaste bloccate nei sottopassi, da San Massimo a viale Piave, con conseguente chiusura al traffico. Numerosi tombini sono stati scoperchiati tra corso Milano e viale Galliano, un albero è crollato sulla carreggiata in via Monte Ortigara e si è verificato un blackout in zona piazza Renato Simoni.Tra le varie lamentele che anche ieri mattina si sono levate numerose tra i cittadini e i commercianti che hanno dovuto nuovamente fare i conti con le conseguenze del fortunale, spiccano quelle di residenti e negozianti di Santo Stefano. Il rione tra Ponte Pietra e San Giorgio, infatti, è quello che a fronte dell’intervento di Acque Veronesi – che ha preso il via la scorsa estate e che è proseguito in primavera, dopo la prevista pausa invernale – avrebbe dovuto trarre maggior beneficio in caso di piogge torrenziali. Invece, anche l’altra notte, l’acqua si è riversata su via Cigno, piazzetta Santo Stefano e dintorni, entrando nei negozi, nelle cantine e nei garage, sommergendo le auto in sosta fino alle portiere.«Sicuramente l’incompletezza di quanto fatto ad oggi rispetto al progetto complessivo fa sì che buona parte dell’acqua pluviale della collina vada a finire nella piazzetta antistante la chiesa e dintorni, con conseguenti danni», è la denuncia Gianfranco Sacchetto, referente del comitato Santo Stefano. «Il progetto che ci era stato presentato prevedeva una serie di griglie e canali di scolo anche a monte, su via Moschini e via Madonna del Terraglio: lavori mai eseguiti», aggiunge Aldo Bonetti, titolare dell’agenzia immobiliare sulla piazzetta. Tra i residenti e i commercianti della zona, ora, molti valutano di munirsi di paratie come a Venezia per limitare i danni in caso di «acqua alta». «Servirebbero automatiche ma hanno un costo importante», riflette Bonetti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 24/07/2020

Note: Ilaria Noro - fotoservizio Giorgio Marchiori