I danni della cimice asiatica su alcune pere esposte a Bonavigo

EMERGENZA. Un migliaio di agricoltori a Bonavigo per chiedere l’intervento di Regione e Comuni
Salvagno: «È una catastrofe: danni per 80 milioni alla frutta» Illustrato un documento da far votare ai consigli comunali
LUCA FIORIN

Coldiretti chiama a racconta contro la Cimice asiatica e invita le istituzioni a battere un colpo. È stata un’iniziativa di forte impatto quella che l’associazione di categoria ha realizzato giovedì sera a Orti di Bonavigo, negli spazi della fiera di San Tomaso. Centinaia di agricoltori, tra 800 e mille secondo gli organizzatori, si sono confrontati con tecnici e politici su quella che Daniele Salvagno. presidente provinciale e regionale di Coldiretti ha definito «una catastrofe». «Nel Veronese finora i danni ammontano a 80 milioni di euro, ma sono destinati a crescere, perché questo insetto, arrivato da altri Paesi e che nemmeno la pioggia ferma, attacca pesantemente le aziende che producono mele, pere, kiwi, albicocche e pesche, come frutti di bosco e peperoni».«Siamo in piena emergenza, per cui servono misure urgenti, come il riconoscimento dello stato di calamità in tutto il Veneto, che può garantire immediati sgravi fiscali e contributivi e la sospensione dei mutui», gli ha fatto eco Pietro Piccioni, il direttore dell’associazione regionale.Se già adesso ci sono imprenditori che faticano a vedere un futuro per le proprie aziende, il rischio è che le quote di mercato venete siano occupate da merci provenienti da Paesi in cui le regole relative alla lotta agli insetti sono meno restrittive. «Non possiamo accettare di veder morire la nostra frutticoltura. Ci serve un sistema fitosanitario forte, che controlli cosa entra in Italia e chiuda le frontiere ai Paesi che non hanno prodotti sani», ha sottolineato Lorenzo Bazzana, responsabile nazionale del settore ortofrutticolo della Coldiretti.Così, davanti a una platea che pullulava di rappresentanti politici, è stato presentato un piano d’azione per contrastare la diffusione della cimice che punta sul breve periodo sull’uso di reti di protezione e su quello medio-lungo sul ricorso agli antagonisti naturali, con rischieste di monitoraggi, indennizzi e di stato di calamità. Secondo le stime Coldiretti, ad oggi in Veneto ci sono già più di 51 milioni di danni per le mele, su un valore totale della produzione di 128, 20 milioni di perdite su 50 per le pere, 8,4 su 21 per pesche e nettarine e 18,4 su 41 per i kiwi. L’associazione ha quindi predisposto un ordine del giorno con le richieste e per il quale chiederà l’approvazione a tutti i Consigli comunali veneti. «Non possiamo essere lasciati soli, e abbiamo bisogno di risposte rapide», ha ribadito Salvagno. Fra gli altri, l’europarlamentare Paolo Borchia e il presidente della commissione agricoltura della Regione Sergio Berlato hanno assicurato che porteranno le istanze di Coldiretti a Bruxelles e a Venezia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tratto da: L'Arena di Verona

Data: 7/09/2019