L'assessore Ilaria Segala firma l'impegno per una città accessibile

SENZA BARRIERE. Un convegno in Gran Guardia tra operatori e istituzioni dopo il varo del piano amministrativo
Segala: «Adesso vogliamo coinvolgere anche gli esercenti» Bettarello: «Entro l’anno sintesi vocale su molti dei mezzi Atv»

Il segno è una targa. Consegnata alla memoria di Nicoletta Ferrari, anima dell’associazione «disMappa». L’impegno, firmato, sta nel rendere «Verona città accessibile», eliminando gli ostacoli fisici e sensoriali. Quelli che impediscono, ad alcuni, la piena cittadinanza. In Gran Guardia, nel pomeriggio domenicale, a fare il punto e tracciare la prospettiva, ci sono rappresentanti dell’amministrazione, delle società partecipate, dell’imprenditoria privata e del progetto «Yeah» che da tempo collabora con le istituzioni per l’abbattimento, spiega Fabio Lotti, «di ogni genere di barriera». «Il passo avanti rispetto al piano comunale già varato», annuncia Ilaria Segala, assessore che ha delega su tale materia, «sta nel coinvolgere anche gli esercizi pubblici in una rete che consenta di ampliare l’accessibilità». Il bando è in arrivo. Poi si tratterà di avviare la collaborazione tra commercianti: per migliorare l’accesso per tutti in ogni luogo. E garantire a chiunque anche un diritto oggi piuttosto relativo come l’uso dei servizi igienici.L’incontro è stato aperto dai saluti inviati dal ministro alla Famiglia, Lorenzo Fontana e dal sindaco Federico Sboarina. E il nodo, per una città di impianto antico come Verona, si rivela nelle cifre: 2.300 i punti critici individuati dal Peba (Piano di abbattimento delle barriere architettoniche), con un investimento previsto sul decennio pari a 6,5 milioni. E se Ilaria Segala mira a estendere ai privati l’impegno a «entrare in gioco» altrettanto vale per le aziende partecipate. Michele Croce, presidente di Agsm, conferma gli investimenti per la diffusione della connessione «5G» nella rete cittadina. «Un fattore non di poco conto», commenta Lotti, «nel garantire una migliore accessibilità». Anche digitale, perché le barriere non sono più ormai solo fisiche. «Stiamo investendo», illustra Massimo Bettarello, presidente di Atv, «sui sistemi di sintesi vocale: entro l’anno ne saranno dotati 102 mezzi della nostra flotta». Un progetto nato alcuni anni fa e che ora va verso il compimento. Una «voce», ad ogni fermata, fornirà tutte le indicazioni, sulla linea e le coincidenze. «Perché la conformazione della città, con i mezzi spesso fermi uno dietro l’altro rende difficoltoso l’orientamento per chi abbia menomazioni visive». Di pari passo va «l’impegno per la formazione dei conducenti», dice Bettarello. Lo prevede una legge ma, dice, «si tratta anche di cambiare una cultura». Che si scontra con problemi di responsabilità civile e penale che, in assenza di un quadro normativo chiaro, rischiano di frenare anche le buone intenzioni.Altrettanto vale per le auto di servizio pubblico. «Stiamo lavorando in collaborazione con il progetto “Yeah” sulla formazione dei nostri operatori», spiega Mirco Grigolato, presidente della cooperativa Radiotaxi Verona, «per migliorare l’accessibilità». I veicoli adatti al trasporto di carrozzelle sono già in servizio ma non è solo questo il punto: «La preparazione, per le diverse forme di difficoltà fisica e sensoriale, deve diventare patrimonio di ogni nostro operatore». Sulla scia arrivano le esperienze di Gardaland (progetto «Easy Rider»)e del primo «Healthcare Hotel» del Veneto, illustrato dal consigliere regionale Stefano Valdegamberi. Promotore della legge, approvata, che mette insieme ospitalità e assistenza. «Un primo passo», dice. Su tutto aleggia il motto di Nicoletta Ferrari: «Autonomia e libertà».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 10

Data: 15/10/2018

Note: Paolo Mozzo