La quarta Torricella Massimiliana, una delle quattro torrette costruite dagli austriaci nel 1837, parte del sistema difensivo delle colline

PATRIMONIO DA SALVARE. Dopo Forte Procolo, un altro edificio degradato da rendere fruibile
La chiede allo Stato, per sistemarla «Così allarghiamo il sito Unesco»

C’è grande fermento sull’asse Demanio-Comune per salvare dal degrado e per riutilizzare forti, tratti di mura, bastioni ed edifici storici. Nei giorni scorsi abbiamo riferito della disponibilità dell’Agenzia del Demanio, quindi dello Stato, di cedere gratis al Comune Forte Procolo, in zona navigatori – da decenni abbandonato – purché Palazzo Barbieri prepari un piano di valorizzazione. E il Comune lo sta elaborando. Con l’obiettivo di crearvi un parco pubblico, per attività sportive, sociali e culturali. Ora è invece il Comune stesso a chiedere al Demanio, proprietario – nell’ambito del federalismo demaniale e culturale – di trasferirgli la quarta Torricella Massimiliana, appunto sulle Torricelle. Pure impegnandosi, il Comune, a sistemarla e a renderla fruibile ai cittadini, all’interno del sistema delle fortificazioni e delle mura, evitando così che venga messa in vendita a privati.La Torricella Massimiliana – la più a nord delle quattro torrette, costruite nel 1837, parte del sistema difensivo austriaco sul colle di Santa Giuliana – si raggiunge percorrendo via San Mattia e proseguendo per via Santa Giuliana, sul pendio del colle che domina la Valpantena. Cilindrica, è su due piani con copertura a terrazza, in un terreno di oltre 70mila metri quadrati, ora inutilizzato. Essa, lo ricordiamo, rientra in quel piano di alienazioni di beni – quindi di messa in vendita – dell’Agenzia del Demanio pubblicato l’estate scorsa. Nel quale per Verona rientrava tra l’altro, oltre all’ex casa canonica di Avesa, la Corte Colombara, tra Montorio e San Michele, già campo di concentramento di ebrei e prigionieri politici. Su questa però, grazie alla forte spinta veronese, la Soprintendenza sta ponendo un vincolo culturale per evitare che venga venduta. E fare sì che, lasciata al Comune, diventi un luogo della Memoria della Shoah, grazie ad associazioni e istituzioni locali.Ora, per la torretta Massimiliana, a elaborare il progetto di riqualificazione saranno gli uffici comunali del settore Unesco, guidati dall’assessore Francesca Toffali. Sul fronte dell’urbanistica è già al lavoro l’assessore Ilaria Segala, con i suoi uffici. L’obiettivo è presentare al Demanio il piano di recupero e utilizzo il prima possibile. «Si potrebbe creare, anche con la torricella, un nuovo perimetro allargato del sito Unesco di Verona», che corrisponde ora al centro storico interno alle mura, dice la Toffali.Il progetto dovrà però permettere una sostenibile gestione economica del sito. La Toffali, anche assessore alle finanze, precisa: «Prepariamo una città più grande, che tiene conto dello spazio come ricchezza da valorizzare anche in ambito turistico».La Segala aggiunge che è partito il confronto con gli uffici del Demanio. «Abbiamo manifestato l’interesse ad acquisire il sito e valorizzarlo, evitando che possa essere messo in vendita come previsto dalla legge di bilancio 2019. Ora andranno individuate con la Soprintendenza le destinazioni d’uso compatibili con la fortificazione, che tengano conto della necessità di garantire accessibilità e fruizione del bene da parte della comunità». ©

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 20

Data: 26/04/2020

Note: Enrico Giardini