Scenografie areniane in piazza Bra durante la stagione lirica

LA CITTÀ CHE CAMBIA. Destinati alla Fondazione lirica 245mila euro di introiti ricavati dall’imposta turistica nel 2018
L’obiettivo è dedicare la piazza all’opera trasformandola in una sorta di foyer dell’Arena E l’amministrazione scende in pista per Verona capitale italiana della cultura nel 2021.
Fare di piazza Bra un foyer allegato dell’Arena lirica. Con utilizzo esclusivo di spazi pubblicitari su piazza Bra per i programmi del festival lirico estivo e il colonnato della Gran Guardia personalizzato sul tema dell’opera. E, tra l’altro, un percorso turistico “A Passo d’Opera», su temi operistici, e intrattenimenti musicali in vari punti della città. In pratica: fare di Verona la capitale internazionale dell’Opera. È il progetto della Fondazione lirica Arena a cui l’Amministrazione comunale ha deciso di destinare 245mila euro derivanti dagli introiti della tassa di soggiorno del 2018. Ciò secondo un accordo tra il Comune e gli operatori del settore ricettivo e turistico in base al quale una quota dell’imposta va destinata appunto a progetti per il turismo.È stata la Giunta a deliberare lo stanziamento dei 245mila euro, introitati come detto nel 2018, quando dalla tassa di soggiorno il Comune preventivava di incassare 3,1 milioni. Dal 2019, in seguito agli aumenti delle aliquote di alcune categorie di strutture ricettive, l’ammontare deve essere di 4,5 milioni. Si lavora per accrescere gli arredi, la pubblicità, gli eventi culturali e anche la tematizzazione della città sull’opera lirica, già partita con le scenografie delle opere liriche collocate nei punti di accesso alla città, come vicino a Porta Nuova e a Porta Palio o nel piazzale di fronte alla stazione ferroviaria di Porta Nuova.Così, mentre è in campo il progetto “Verona Capitale internazionale dell’Opera”, l’Amministrazione è in pista anche per la candidatura di Verona a “Capitale italiana della cultura 2021”. Il sindaco Federico Sboarina ha inviato al ministero per i Beni culturali e del turismo la candidatura. Come illustra lui, con l’assessore alla cultura e al turismo Francesca Briani, questa prima fase prevede la sottoscrizione della manifestazione di interesse per partecipare al bando. Entro il 2 marzo 2020 dovrà essere inviato il dossier che illustra la proposta di Verona. «Per noi è lo strumento attraverso il quale riunire le progettualità culturali cittadine in un unico contenitore», dice Sboarina. «Verona ha già una sua collocazione in ambito nazionale, non ci serve la candidatura per accrescere la nostra fama. Partecipare al bando serve invece per dare nuovi stimoli e nuova creatività a tutti i portatori d’interesse».Sboarina sottolinea che «vogliamo dare vita a un progetto per un percorso virtuoso partendo da 21 luoghi di Verona di grande interesse storico e urbanistico, anche fuori dai circuiti turistici soliti. A questo si aggiungeranno le celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante, che scadono proprio nel 2021 e che ci vedono già collaborare con Firenze e Ravenna».Nel dossier, illustra la Briani, «c’è la volontà di puntare sulla valorizzazione dei patrimoni di pietra di Verona, intesi come mura, pietre e fossili. Questi percorsi si intersecheranno con le manifestazioni dantesche che partiranno già a fine gennaio per concludersi a settembre 2021 e che vedono Verona grande protagonista. Innovazione e discontinuità faranno parte della nuova progettualità».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 13

Data: 18/12/2019

Note: Enrico Giardini