Verona - Teatro Romano (Veduta parziale della cavea con le gradinate e gli archi alla sommità, durante gli scavi intrapresi dal 1904; sopra gli edifici sul colle S. Pietro, Castel San Pietro e la chiesa dei SS. Siro e Libera)

ANTICHI TESORI. Santi Siro e Libera, al Teatro Romano, ospita un concorso in estemporanea di pittura, poesia, fotografia.
Monsignor Grandis: «L’ultimo atto di culto fu il matrimonio della Cinquetti nel 1968»

L’associazione Pietre Vive: «Vogliamo valorizzarla e raccogliere fondi per il restauro» sotto gli occhi dei veronesi, che più volte al giorno transitano ai suoi piedi. E nell’obiettivo dei turisti che, dalla cavea del teatro Romano, la immortalano con i loro flash. Senza sapere, nella maggior parte dei casi, cosa le pietre della chiesetta intitolata ai santi Siro e Libera, raccontino.

Ed è una storia lunga che parte da quando (era il quarto secolo) tradizione vuole che proprio in quel luogo sia stata celebrata la prima eucarestia in riva all’Adige.È solo l’inizio del racconto che si potrà ascoltare domani al Teatro Romano, in occasione della prima edizione di LiberArte, concorso in estemporanea di pittura, fotografia e poesia organizzato dall’associazione Pietre Vive della Diocesi di Verona, realtà animata da don Martino Signoretto, vicario episcopale per la Cultura.«Il tema della manifestazione sarà, non a caso, San Siro e Libera e la sua storia. Argomento su cui i partecipanti, dopo essersi registrati alle 9 all’entrata del Museo Archeologico del Teatro Romano, potranno chiedere informazioni e materiali per trarne ispirazione», spiega Paolo la Torre, coordinatore di Pietre Vive, che farà da Cicerone agli iscritti tra il teatro e la chiesetta. «Questa è di proprietà della Chiesa veronese», sottolinea monsignor Giancarlo Grandis, vicario episcopale emerito per la Cultura, «ma l’ultimo atto di culto che si è svolto tra le sue mura è stato il matrimonio della cantante scaligera Gigliola Cinquetti nell’ormai lontano 1968».

Poi l’abbandono, il degrado, le spoliazioni, che però hanno preservato lo splendido coro ligneo («dal quale tradizione vuole che si acceda agli arcovoli del teatro», aggiunge La Torre, «che i frati affittavano come loculi») e il prezioso altare in madreperla.E in effetti questo gioiello, inserito da don Signoretto tra le tappe del percorso della Verona minor Hierusalem, otto tappe nelle quali i pellegrini di ritorno dalla Terrasanta rivedevano altrettanti luoghi-simbolo della vita di Cristo a Gerusalemme, è una delle più antiche della città, risalendo al decimo secolo.E oggi che è stata ripulita dai volontari e da anni è tornata protagonista del festival Biblico durante il quale è aperta alle visite, «l’intento di Pietre Vive», sottolinea La Torre, «è proprio farla conoscere alla città ricordando contemporaneamente tre grandi artisti cui Verona ha dato i natali: Giambettino Cignaroli, che proprio a San Siro e Libera è sepolto, Berto Barbarani, il poeta dialettale che a questo luogo sacro ha dedicato una delle sue più sentite liriche, e il pittore Dall’Oca Bianca, che la dipinse».Oggi la chiesa ha bisogno urgente di interventi e il concorso sarà l’occasione per raccogliere fondi per la sua ristrutturazione.

Gli artisti avranno dieci giorni di tempo per consegnare le opere concluse (al massimo tre poesie in dialetto o in italiano per i poeti, una foto con l’opera per i pittori e due foto a scelta epr i fotografi) agli organizzatori. «Ma la premiazione dei vincitori si terrà in una sede prestigiosa della città entro fine 2015», anticipa Antonia Pavesi, consigliere incaricato alla Cultura.«L’idea sarebbe di inserirla nell’inaugurazione del rinnovato Museo Archeologico, chiusura del cantiere permettendo». Per informazioni, consultare la pagina Facebook San Siro e Libera o chiamare il 348.0745687.Le schede di iscrizione al concorso potranno essere ritirate domani mattina all’ingresso del Museo Archeologico.o

 

 

 

 

 

 

NULL

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA - cultura - pag.49

Data: 5/09/2015

Note: Elisa Pasetto