Infermieri al lavoro ad un check point sanitario accanto al Pronto Soccorso di un ospedale

EMERGENZA IN PROVINCIA. Nel bollettino quotidiano della Regione, Verona è terza per positivi
I veronesi in terapia intensiva sono passati da 23 a 40 in un giorno Il primario Tacconelli: «Numeri in crescita nei prossimi giorni». Anche ieri il numero dei contagiati in Veneto e in Italia è ulteriormente salito
Come previsto, il contagio continua a crescere. In Veneto il bollettino di fine giornata ieri contava 2.541 cittadini positivi al Coronavirus: 295 in più rispetto a sabato. L’infezione avanza ad una velocità che, in percentuale aumenta del 10 per cento ogni 24 ore.«Numeri ancora troppo alti», ha sbottato il presidente Luca Zaia con le tabelle in mano, «bisogna stringere ancora di più sulle uscite e sulla mobilità della gente. Ho intenzione di chiedere al Governo più restrizioni». Perchè se si fatica a capire che «la mia libertà finisce dove inizia la tua», ha ripetuto, «bisogna che qualcuno intervenga in modo drastico. A tutti piace uscire, fare la corsetta o la passeggiata in campagna dove “tanto non c’è nessuno” ma in questo momento è il ragionamento più sbagliato e pericoloso che si possa fare». Come dire: ogni volta che apriamo la porta e usciamo, entra il virus. E il virus, secondo calcoli degli scienziati, per ogni persona che colpisce, ne infetta poi altre 2,4.I DATI VERONESI. Verona, anche ieri, è salita sul podio delle tre province con il più alto numero di tamponi positivi del Veneto: è la terza, dopo Padova (escluso Vo’) e Treviso. I veronesi contagiati, a ieri sera, erano in tutto 438: nel corso della giornata l’infezione ha colpito 74 nuove persone. I cittadini ricoverati, tra città e provincia, erano in tutto 160: di questi, 120 nei reparti «non critici» dei vari ospedali del territorio e ben 40 nelle terapie intensive. Ed è questo il dato del bollettino che ieri ha segnato un drammatico «boom»: i veronesi in rianimazione sono attualmente 40, sabato erano 23, sono quasi raddoppiati. Si tratta di pazienti Covid-19 con grave compromissione del sistema respiratorio, intubati, attaccati ai respiratori.SUL TERRITORIO. Ogni struttura ospedaliera veronese ieri ha visto crescere gli ingressi. Il Policlinico di Borgo Roma a fine giornata registrava 43 pazienti in Malattie Infettive e 14 in terapia intensiva. In rianimazione a Borgo Trento, i gravi erano 12. La «conta» dell’Azienda ospedaliera universitaria di Verona accoglie, in tutto, la metà dei malati «non critici» e di quelli gravi sul totale provinciale: 69 persone. A seguire, per volume di contagi, c’è il Sacro Cuore di Negrar: ieri aveva 45 pazienti in Malattie Infettive e 9 in terapia intensiva. Anche a Peschiera, alla clinica Pederzoli, i numeri stanno crescendo: 15 ricoverati, ma nessuno grave da avere bisogno di assistenza respiratoria. A Legnago, 9 in reparto e 5 intubati. A San Bonifacio, nessun caso critico e tre trattenuti in reparto. A Villafranca, 5 ricoverati. Il triste bollettino dei morti veronesi è fermo a 8 decessi a far data dall’inizio dell’emergenza, lo scorso 21 febbraio.L’ESPERTA. Il bilancio del primario di Malattie infettive dell’Aoui, professoressa Evelina Tacconelli, membro del Comitato scientifico veneto per l’emergenza Covid-19, non ha dubbi: «I prossimi 3, 4 giorni saranno ancora complicati, difficili e con numeri in aumento. Vedremo per tutta questa settimana la coda degli ultimi contagi diffusi prima dell’applicazione delle misure del governo. Poi, il picco dovrebbe fermarsi, sempre che nel frattempo la popolazione le abbia rispettate». Sui numeri in crescita a Verona, spiega che «stanno salendo, è vero, ma mi permetto di dire non in modo drammatico, soprattutto rispetto ad altre zone. Ciò che più importa, è che qui riusciamo, con sforzi enormi, con un lavoro indefesso che dura da quasi un mese, con turni di 15 ore al giorno e con la professionalità di tutti gli operatori sanitari, riusciamo a tenere la situazione sotto controllo». Lo ripete: «Il sistema sanitario veronese sta reggendo e stiamo riuscendo, ora per ora, a curare tutti i pazienti: nessuno a Verona è rimasto fuori e tutti i malati hanno avuto, e stanno avendo, il meglio delle cure possibili».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 10

Data: 17/03/2020

Note: Camilla Ferro