Il decadente Palazzo Bottagisio

«Contenitori» di pregio a rischio di abbandono
Palazzi storici che si svuotano e rischiano l’abbandono in mancanza di compratori. A Verona è una storia che si ripete e, come abbiamo raccontato nelle scorse settimane su queste pagine, con esempi clamorosi. L’ex carcere del Campone, ricavato da un’ottocentesca caserma austriaca, è chiuso e inutilizzato da oltre 20 anni, nonostante vi sia già un progetto di recupero da parte della proprietà, una società trentina. Idem per lo storico palazzo Bottagisio di fattura cinquecentesca, di fronte a San Fermo, ceduto a suo tempo dalla Provincia a Fondazione Cariverona che lo ha a sua volta trasferito in un fondo immobiliare. Qui il nodo è la destinazione d’uso (a uffici) che andrebbe cambiata (a residenziale o alberghiera e commerciale) per favorire gli investitori e il riutilizzo. Anche l’ex Archivio di Stato, tra via delle Franceschine e via del Pontiere, proprietà della Provincia, è in vendita. Potrebbe andare all’asta l’anno prossimo. La medievale Domus Mercatorum di piazza Erbe, di proprietà della Camera di Commercio, è chiusa da 19 anni. Anche qui c’è l’intenzione di venderla ma il nodo è la difficoltà di mettere l’antica struttura, vincolata, a norma. Incerto appare il destino dell’ex distretto militare di via XX Settembre, ex convento ed ex panificio austriaco, anch’esso in vendita e per il quale il Comune ha già deciso la variante d’uso per un futuro utilizzo a scopi abitativi e commerciali. Ma nessuno si è fatto avanti, finora, per acquistare il vasto complesso edilizio. Destino ancora più incerto per l’ex palazzo della Sip, dietro all’Arena, chiuso da tempo immemorabile. E mentre per il Palazzo Scaligero la Provincia si è presa un anno di tempo per deciderne il destino, si profila un piano di riconversione degli edifici ex Unicredit e la loro messa in rete anche con altri come palazzo Forti e palazzo del Capitanio o palazzo Bottagisio. Ma i tempi non saranno brevi, come ha precisato il presidente di Cariverona Alessandro Mazzucco, che ha affidato la redazione del piano a Marino Folin, già presidente dello Iuav, l’Istituto universitario di Architettura di Venezia e dovrà prevedere anche cambi di destinazione d’uso di certi edifici.

Tratto da: L'Arena di Verona

Data: 16/05/2018