Un paziente ancora ricoverato ma ormai giudicato fuori pericolo

IL BILANCIO. Purtroppo l’elenco dei morti non si ferma, anche se con numeri meno alti: ieri altri 2 decessi a Borgo Roma
Il numero dei ricoverati nelle terapie intensive è fermo da tre giorni a 68 pazienti e continuano ad aumentare i dimessi. Ieri altri 77 «negativizzati»

I dati di ieri sono “a metà”. La Regione, per una serie di motivazioni tecniche legate alla necessità di alleggerire la procedura di diffusione dei bollettini epidemiologici su scala nazionale, ha deciso di diffondere il report una sola volta al giorno e non più due come fatto da inizio epidemia. Anche perché, essendo stata superata la fase più critica del raggiungimento del picco del Coronavirus, dove era necessario monitorare ogni 12 ore l’andamento del contagio, avviandoci ora da lunedì alla fase 2, quella della riapertura delle attività e di un graduale ritorno alla vita ante-epidemia, con i numeri in calo negli ospedali non è più necessario emettere due rendiconti al giorno ma basterà, ogni mattina, fare il bilancio delle 24 ore precedenti.LA CURVA. Fatta la dovuta promessa, l’infezione a Verona – stando al bilancio di ieri mattina – continua a perdere terreno. Dopo gli 11 morti di giovedì, ieri ce ne sono stati «solo» due, al Policlinico di Borgo Roma, portando il totale delle vittime veronesi, da inizio epidemia, a 250 (se si contano anche le extra ospedaliere il dato sale a 279).Bene anche – dopo il debutto del segno meno registrato per la prima volta l’altro giorno, dopo 2 mesi di delta più – il conteggio degli «attualmente positivi», che da 48 ore continua a scendere: sono 3.017, ben 34 in meno di giovedì, mentre i l dato cumulativo dei contagiati (che comprende anche i decessi e i guariti) è di 3.805 persone. Continuano, nel frattempo, a “respirare” gli ospedali, dove i ricoveri non sono di certo spariti ma negli ultimi 10 giorni si sono molto ridimensionati, permettendo così a medici ed infermieri di lavorare non più in una condizione di perenne urgenza, ma con più serenità e carichi di lavoro più gestibili. I veronesi ricoverati in tutta la provincia ieri erano 527, con il dato stabile delle terapie intensive ferme da tre giorni a 68 unità. Significa che non arrivano più in ospedale pazienti gravi, né vengono trasferiti da altri reparti, e questo è sicuramente la conferma, dicono i virologi, che l’infezione non è più nella sua fase acuta ma sta, piano piano, seguendo un trend di indebolimento. E la prova arriva anche dal numero dei veronesi dimessi dagli ospedali della città e della provincia: ieri sono stati 4 in più del giorno prima, quando erano arrivati addirittura ad essere 20. Dal 21 febbraio in totale i veronesi mandati a casa dai reparti sono 521 mentre i negativizzati, cioè quelli che sono completamente guariti dalla Sars-Cov 2 avendo avuto due tamponi di seguito negativi, sono ben 509: solo nella giornata di ieri, la bella notizia ha riguardato 77 cittadini. Quelli invece ancora in isolamento a casa perché «sospetti» in quanto sono stati a stretto contatto con soggetti positivi, sono 1.998, cresciuti di 159 unità in 24 ore. Un aumento frutto della campagna di tamponi che sta monitorando a tappeto più persone possibile, sottoponendo il dato ad una suscettibilità maggiore rispetto agli altri che compongono il bollettino di Azienda Zero.IN VENETO. In Veneto a ieri sono stati eseguiti 236 mila tamponi, coprendo, tra gli altri, tutti i dipendenti della sanità e quasi tutti i pazienti delle case di riposo. Decresce a 13.489 il numero dei veneti in isolamento mentre i positivi sono 15.374, i ricoverati 1.556 dei quali 197 in terapia intensiva. Sono 1.958 i dimessi dagli ospedali, mentre i deceduti in corsia sono stati 877, 1.026 quelli totali. «Il trend favorevole sui positivi ci fa ben sperare in vista della ripartenza», ha detto il presidente Zaia, «stiamo lavorando per presentare un progetto di messa in sicurezza che prevede termometri, gel, mascherine, guanti, disinfezione». Perchè bisogna assolutamente scongiurare una ondata di ritorno del virus.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 18/04/2020

Note: Camilla Ferro