Via Nizza, una delle nuove telecamere che «fotografano» le auto in uscita dalla Ztl

COMMERCIO E VIABILITÀ. Le richieste del nuovo comitato di esercenti di cui è portavoce Tiziano Meglioranzi. «Ma abbiamo anche proposte»
«Azzerare la vigilanza in uscita dalla Ztl, libero accesso ai veicoli fino alle 20 per favorire lo shopping, altrimenti qui è il deserto». Negli ultimi due mesi meno 30% di clienti.
L’azzeramento completo dei controlli automatici in uscita dalla Ztl e un ampliamento delle fasce orarie di libero accesso motorizzato per lo shopping, da prolungare il pomeriggio fino alle 20 circa. Sono queste le richieste urgenti che il neonato comitato Esercenti centro storico chiede all’amministrazione.La miccia che ha innescato la mobilitazione di chi nella città antica lavora, trascorrendovi gran parte della giornata, è stata la decisione di attivare i controlli elettronici in uscita dalla Ztl. Un iter iniziato già parecchi anni fa ma di fatto rimasto inattivo fino allo scorso febbraio. Ben inteso, il regolamento per l’entrata e l’uscita delle auto dal centro storico non è stato toccato, ma il controllo elettronico in uscita lo ha fatto applicare alla lettera mentre prima – quando la sanzione non scattava in automatico – veniva evidentemente snobbato dai più. E i vigili facevano quello che potevano.«LA MESSA in funzione delle telecamere in uscita è stata fatta senza essere accompagnata da nessun servizio alternativo all’auto privata come mezzi pubblici, parcheggi, piste ciclabili, e senza offrire nuove occasioni di incontro e di frequentazione come mostre, attività culturali, rassegne ed eventi. E nessun confronto con noi: un’azione finalizzata solo a far cassa», denunciano gli esercenti del nuovo comitato che, dopo alcune riunioni, ha deciso di organizzare una raccolta firme tra gli operatori in Ztl, sulla base di un programma di proposte e rivendicazioni ben dettagliato. Fra le quali quella che riguarda il libero accesso nella città antica è solo una voce seppur, al momento, la più urgente.«L’UNICO EFFETTO che abbiamo notato è stata la conseguente desertificazione del centro storico negli orari dello shopping e non solo», afferma in una nota il neonato comitato che riunisce commercianti, albergatori, ristoratori e titolari di locali, capillarizzati su tutta la parte di città antica entro l’ansa dell’Adige. Il calo denunciato negli ultimi due mesi dagli addetti ai lavori è pesante: una media di oltre il 30 per cento di clienti in meno, con punte ben più alte proprio nelle vie meno frequentate. «Il calo riguarda per lo più la clientela veronese e a danno soprattutto dei ristoratori e dei titolari di bar e caffè», specifica Tiziano Meglioranzi, commerciante di via Sant’Anastasia e uno dei portavoce del nascente comitato. Fin qui, dunque, le priorità dettate dal bilancio degli ultimi mesi. Il progetto che il nuovo comitato intende portare avanti è, però, è ben più ampio. E punta ad essere propositivo. «La parola chiave vuole essere proposta e non protesta», tiene a precisare Meglioranzi.LE PROPOSTE allo studio riguardano una valorizzazione del centro storico in grado di spaziare a 360gradi dalla cura dei suoi rioni alla pulizia e all’arredo urbano, e puntano ad attrarre un turismo di qualità grazie all’organizzazione di eventi culturali di spessore, auspicando una città antica cuore dello “slow shopping”; di una propensione all’acquisto, al mangiar bene e soggiornare consapevole, rilassato e piacevole. «Quello che c’è ora a Verona è un turismo “senza portafoglio” proprio perché la qualità delle proposte delle iniziative culturali è scarsissima. Intendiamo convincere l’amministrazione a predisporre un calendario di eventi d’arte che sia di autentico spessore.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 27/04/2019

Note: Ilaria Noro