Il prefetto Donato Cafagna

«Obiettivo individuare i pochi scorretti: vanno isolati e sanzionati». Interviene anche il vescovo Zenti: «La giustizia faccia il suo corso, Verona non merita di essere infangata».

«Stiamo valutando e stiamo verificando ciò che è successo allo stadio Bentegodi. È evidente che ciò che è accaduto, come qualsiasi comportamento incivile, va stigmatizzato. Il nostro obiettivo è quello di individuare i pochi che, con il loro atteggiamento scorretto, macchiano il comportamento corretto dei tanti. Vanno individuati e sanzionati così come previsto. Questi personaggi vanno allontanati dagli stadi».È lapidario il prefetto di Verona, Donato Cafagna, nel commentare quanto è accaduto allo stadio domenica pomeriggio, mentre in campo si disputava Hellas-Brescia, terminata con la vittoria della squadra di casa (2-1 con rete di Balotelli). Secondo la versione dei giudici federali, una quindicina di persone avrebbero urlato «buuu», all’indirizzo di Mario Balotelli. E il giocatore, di origine africana ma italiano perchè adottato da una famiglia di Brescia, ha poi lanciato il pallone contro gli spalti della tifoseria veronese. E la partita ha rischiato di essere sospesa. «Stiamo acquisendo tutti i filmati», ha detto il rappresentante di Governo, un lavoro che è in capo alla squadra-tifoseria della Digos della questura veronese, che ha un gruppo di poliziotti che lavorano proprio in questo settore. E ha aggiunto: «Nelle prossime ore verranno acquisiti non soltanto i video registrati dalle telecamere dello stadio (di recente potenziate ndr), ma anche quelli che sono stati pubblicati sui social. Verranno inoltre ascoltati gli steward che domenica erano in quel settore».E se i tifosi facinorosi saranno individuati per loro si predisporrà il Daspo, il divieto di recarsi allo stadio o in luoghi notoriamente frequentati da tifosi.«Erano solo una quindicina, oltretutto dal resto della curva è partito anche qualche applauso per Balotelli», ha scritto un collaboratore federale piazzato sotto la Curva.Ma questa è soltanto una parte della vicenda, perchè se da una parte c’è la giustizia sportiva, dall’altra c’è quella ordinaria, che una volta acquisiti tutti gli elementi potrà decidere di procedere per istigazione all’odio razziale nei confronti dei tifosi che dovessero essere identificati.IL VESCOVO. Sull’argomento è intervenuto anche il vescovo Giuseppe Zenti, che pur premettendo di non conoscere l’ambiente del Bentegodi, dice di ritenere che le risposte debbano seguire la strade della giustizia. Zenti sottolinea «che Verona è da sempre una città accogliente, inclusiva, ricca di associazioni di volontariato, che non merita di essere infangata».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 10

Data: 5/11/2019

Note: Alessandra Vaccari