Il reparto di malattie infettive dell'ospedale di Borgo Roma dove sono state ricoverate le persone contagiate da Coronavirus

LA SITUAZIONE. I dati sono quelli diffusi dall’ultimo bollettino della Regione Veneto. «Non c’è motivo di allarmarsi»
Tra i contagiati anche un medico e un giovane residente in città Due persone sono asintomatiche Si aspettano gli esami di una donna.
Quattro casi di positività al Coronavirus tra Verona e provincia. E il numero è destinato a salire. La cifra è quella dell’ultimo bollettino ufficiale diffuso dalla regione Veneto.Come si temeva prima o poi sarebbe successo, tra quelle persone c’è anche un medico. Come già era accaduto a Milano con un infettivologo e un neurochirurgo, che erano risultati positivi ai tamponi per il virus Sars-Cov-2, eseguiti presso l’ospedale la scorsa settimana.I primi due contagi registrati a Verona sono un cinquantenne che lavora in ospedale e un venticinquenne residente a Verona, indiano di nascita. Il medico è asintomatico, sta bene. In giornata poi sono stati accertati altri due casi, che sono in isolamento a casa loro. Nessuno di loro era stato in Cina.Poi c’è un altro caso che ieri ha suscitato preoccupazione, è quello di una veronese, cinquantenne, ricoverata a Legnago, in Malattie infettive. La paziente è arrivata la notte tra sabato e domenica in ospedale con complicazioni polmonari. Lei abita in un comune della Bassa Veronese. E si attendono gli esiti degli accertamenti, con i campioni inviati allo Spallanzani. Quindi per ora questo caso non è certo.Il giovane straniero, ha febbre alta e per questo si era recato in ospedale ed è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Borgo Roma. Era prevedibile che anche Verona avesse i suoi casi, impossibile ipotizzare che non accadesse.«Le persone stanno bene, non sono in terapia intensiva, bensì in reparto. Non c’è motivo di allarmarsi, la situazione è sotto controllo», ha detto il direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria di Verona, Francesco Cobello, «sono scattati i protocolli sanitari di sicurezza». Ed ora si tratta di andare a ritroso per verificare con chi i quattro siano entrati in contatto. Ma mentre per il medico è relativamente semplice, molto più complicato è per gli altri pazienti.Comunque anche per i familiari dei soggetti positivi è stata disposta la quarantena a casa in attesa di eventuali sviluppi.Solo saliti a 265 in Veneto i casi positivi al Coronavirus, 42 in più del report precedente. Lo ha reso noto la Regione. Di questi, 88 appartengono al focolaio di contagio di Vò, 72 a Treviso e provincia, 42 a Venezia, 14 a Limena, 6 a Mirano, 3 a Vicenza e provincia, 31 a Padova e provincia, 4 a Verona, 2 a Belluno. Per 46 casi è ancora in corso l’assegnazione epidemiologica ad un cluster (gruppo) specifico. I ricoverati complessivi sono 64, di cui 14 in terapia intensiva.La condizioni dei pazienti veronesi allo stato non destano comunque preoccupazione. I tecnici della Regione precisano infatti che le persone che temono di essere entrate in contatto con soggetti infetti, ma che non hanno alcun sintomo o che presentano sintomi lievi come febbre e/o tosse senza difficoltà respiratoria, non devono chiamare il 118 e non devono recarsi in ospedale; devono invece rivolgersi al numero verde che in base alle notizie riferite fornirà tutte le informazioni e le eventuali istruzioni.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 6

Data: 2/03/2020

Note: Alessandra Vaccari