La nuova versione del rendering del progetto Mox per l'ingresso dalla palazzina Armani, in via Cappello

IL CASO. L’uscita dei visitatori sarà ancora su via Cappello: sospesa per ora quella dal Nuovo
Via libera al piano di riordino: entrata a pagamento dall’edificio a lato Due tariffe: 3 euro per visitare solo il cortile, 10 per casa e museo

 

Cortile e Casa di Giulietta: via libera al nuovo piano di riordino e gestione. Entrata a pagamento da via Cappello, dalla palazzina dell’ex negozio Armani. Due le possibilità: biglietto da 3 euro per accedere al solo cortile (idea iniziale di 2,50) con la statua di Giulietta e poi uscire da via Cappello, dall’attuale accesso finora gratuito.Seconda possibilità: ticket da 10 euro (compresa l’audioguida; prima si pensava a 8 euro e l’audioguida era a 5) per percorrere la palazzina, di cinque piani più quello interrato, dove ci sarà un percorso multimediale sul mito scespiriano di Giulietta e Romeo. Al piano interrato della palazzina le toilette; al piano terra sala di attesa per 150 persone; al primo piano ingresso, guardaroba, caffetteria; al secondo biglietteria, al terzo sala polifunzionale e control room, al quarto sala espositiva e servizi, al quinto l’ingresso al museo-Casa di Giulietta, con percorso in discesa fino al balcone e quindi al cortile. Uscita pure da via Cappello. Ci sarà una sala per Sposami a Verona. I visitatori potranno prenotare anche sul web. I tempi? Da giugno, a iter terminato – manifestazione di interesse, passaggio in Consiglio comunale – un anno per i lavori.Al momento dunque non è prevista come ipotizzato in passato un’uscita dei visitatori dal Teatro Nuovo, su piazzetta Navona. L’ipotesi però resta in piedi e verrà verificata ed eventualmente verrebbe applicata solo nei mesi estivi e nelle feste, per non ostacolare l’attività teatrale. È questo in sintesi il piano di messa in sicurezza e gestione del complesso della Casa-museo (comunale) e del cortile di Giulietta – condiviso tra quattro condomini tra cui negozi e un albergo, il Teatro Nuovo e il Comune – secondo il piano presentato dalla Mox Corporation degli imprenditori Mirco Martinelli con il figlio Alex e dei fratelli Carlo e Andrea Benatti. In base all’ultima versione (la terza; la prima è del 2013) di questa soluzione, approvata dalla Giunta comunale il Comune incasserà 1,2 milioni l’anno, di introiti, cioè 200mila euro in più rispetto all’ipotesi precedente. L’investimento della Mox è di 5,4 milioni, il 20% in più rispetto a prima, perché prevede la ristrutturazione e l’adeguamento della palazzina ex Armani, di 800 metri quadrati, di privati, ma anche interventi nella Casa-museo, che verrà dotato anche di un ascensore per disabili e di impianti tecnologici. Saranno assunti 45 addetti ai servizi e alla sicurezza. «Negli anni ’30 Avena creò questo sito, oggi visitato da milioni di persone, e noi scriviamo ora una nuova pagina di storia facendo di questo luogo un grande museo», dice il sindaco Federico Sboarina, nei locali della Casa, con gli assessori Francesca Briani (cultura e turismo), Daniele Polato (sicurezza), Edi Maria Neri (urbanistica), Francesca Toffali (commercio), Filippo Rando (manifestazioni), con la direttrice dei musei Francesca Rossi e poi Carlo Benatti e Mirco Martinelli. «Il sito sarà gestito con concessione di servizi», aggiunge. «Il Comune resta proprietario della Casa e del nuovo museo e del brand che ci farà conoscere nel mondo. E con i condomini abbiamo stretto un accordo». Briani: «È stato un percorso lungo e complesso, ma l’unico possibile per una soluzione condivisa da tutti i soggetti e che, soprattutto, tenesse conto della linee guida del Comune. Questo è uno dei 12 musei del Comune e tale resterà. E la direttrice dei musei Francesca Rossi guiderà un comitato scientifico per allestire il museo».Benatti: «In una prima fase la concessione sarà di 12 anni. Noi abbiamo ipotizzato tre scenari di flussi, e anche quello con un milione di ingressi al cortile e 300mila alla Casa, prevede 1,2 milioni da dare al Comune».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 26/02/2019

Note: Enrico Giardini