gli auguri del Presidente Mattarella

Traffico scorrevole. Molti ragazzi hanno scelto il bus, altri la bici Quasi tutti avevano la mascherina «Ora non si abbassi la guardia»
Si era interrotto in modo eccezionale, è ripartito sotto il segno della straordinarietà. Con la consapevolezza che «non sarà più come prima», il nuovo anno scolastico ha debuttato ieri per i 108mila studenti veronesi sorprendendo tutti rispetto alle previsioni catastrofiche della vigilia. A Verona il traffico da bollino nero non c’è stato. Gli autobus vuoti per il calo degli abbonamenti in realtà hanno viaggiato carichi di ragazzi. Il timore che i docenti dovessero trasformarsi in cerberi controllori, anche questo è stato sfatato dai fatti. Ma se gli alunni hanno rispettato le regole dentro alle scuole consapevoli delle potenziali ripercussioni in caso di comportamenti scorretti, lo hanno fatto un po’ meno fuori, con inevitabili (forse) assembramenti negli istituti che non hanno potuto organizzare orari scaglionati o con un solo punto di accesso. Se mantenere le distanze di sicurezza sembra quindi essere stato il diktat meno praticato, ieri, soprattutto in certe situazioni, l’unica via allora per farlo rispettare l’ha trovata il sindaco Sboarina: «Sto pensando», ha detto, «ad un’ordinanza che vieti i capannelli di studenti davanti agli istituti e nel raggio di diverse centinaia di metri, proprio per evitare che si creino gruppi, all’inizio delle lezioni e al termine, molto pericolosi: smesso il ruolo degli studenti sotto tiro dei professori, il rischio è che non osservino le regole che invece vanno sempre rispettate: mascherina, distanze e mani pulite». I BRAVISSIMI. Nessun problema invece – ecco la straordinarietà di ieri – con i piccoli delle materne e delle elementari: «Le insegnanti e le educatrici dei più piccini», li ha citati ad esempio Sboarina, «mi hanno raccontato un debutto da manuale, stupefatte per il grande lavoro fatto dai genitori: i bambini erano perfettamente preparati, sapevano come avrebbero dovuto stare a scuola, abili con le mascherine bene appiccicate sul viso e per nulla intimoriti da camici e sovrascarpe. Vorrei», ha sottolineato più volte il sindaco, «ringraziare le famiglie per essere state in grado, in questi lunghissimi mesi di scuola chiusa, di gestire i figli facendo loro accettare tutte le novità imposte dal Covid 19. Era il banco di prova che preoccupava più di tanti altri. Dai piccoli, invece, è proprio vero, abbiamo sempre tutti da imparare».IL TAVOLO ALL’ULSS 9. Il direttore generale dell’azienda sanitaria Scaligera Pietro Girardi, il sindaco Sboarina, Manuel Scalzotto (presidente della Provincia) e Flavio Pasini (presidente della Conferenza dei Sindaci) ieri si sono riuniti per fare il punto, dopo poche ore di scuola aperta, del «primo giorno». «Voglio di nuovo dare un messaggio tranquillizzante», ha detto il dg, «è tutto predisposto per affrontare i problemi che via via, è inevitabile, si presenteranno: invito le famiglie e i docenti a non preoccuparsi per i primi raffreddori o per un attacco di rinite allergica. I pediatri e i medici di base sapranno gestire al meglio i sintomi di ogni studente, capendo se e come intervenire rispetto al protocollo Covid. Le regole sono quelle nazionali e, per ripartire in sicurezza, abbiamo fatto un gioco di squadra tra istituzioni arrivando, quasi non ce lo aspettavamo, al risultato di oggi: è andato tutto bene, è filato tutto liscio. Comunque, per dubbi e domande, sul sito dell’Ulss9 ci sono tutte le informazioni e anche le Faq dove trovare risposte ai dubbi». E di nuovo Sboarina: «Ho girato per diverse scuole, i riscontri sul traffico mi dicono essere positivi anche nelle zone in cui si pensava di andare in difficoltà. Ringrazio i ragazzi che hanno usato la bicicletta e il trasporto pubblico». E i danni del maltempo che ha aggiunto problemi alle già grandi criticità dell’edilizia scolastica? «Lavorando senza sosta, giorno e notte, mettendo in campo tutte le forze possibili», ha detto entusiasta Sboarina, «abbiamo sistemato tutto in tempo e stamattina gli studenti hanno trovato le loro scuole in ordine, giardini compresi». I TENDONI. E’ stato Scalzotto, il presidente della Provincia, a fare il punto sugli istituti «impreparati» all’appuntamento della riapertura. Dove le aule troppo piccole non sono in grado di garantire lezioni in sicurezza, lì le alternative sono solo due: i ragazzi frequentano a rotazione in aula, altri seguono da casa con la didattica a distanza, in attesa che vengano allestite «tensostrutture» ad hoc. «Ce la stiamo mettendo tutta», è stato il suo appello, «e ai genitori chiedo di essere collaborativi. Il Covid chiede ancora responsabilità e pazienza: parlino con gli insegnanti, con i sindaci, per risolvere i problemi invece che fare polemiche sui social».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 10

Data: 15/09/2020

Note: Camilla Ferro