ESTATE/INVERNO
Non v’è dubbio alcuno sulla vocazione turistica di Verona. Nei cinque, sei mesi che vanno da maggio a ottobre, l’area che va dalla Bra a Sant’Anastasia è letteralmente gremita di turisti, almeno nelle ore centrali della giornata. È perciò evidente che la situazione estiva, vissuta dal Centro, almeno per metà dell’anno, non coincide affatto con quella dell’altra metà.Tanto che se una automobile che percorre il corso Sant’Anastasia in estate è chiaramente un corpo estraneo, data la densità dei pedoni, non lo sarà quando il turismo è assente e i veronesi sono per lo più a casa, in ufficio o nei centri commerciali. Nel passato si è parlato di due volti della città, uno turistico ed uno “indigeno” con il traffico vietato e l’estensione dell’area pedonale all’intera ansa dell’Adige. Potrebbe essere una misura sperimentale, per non impressionare i cittadini e i commercianti; e poi, una volta verificata la funzionalità, potrebbe essere messa a regime diventando sistema.Sarebbe un modo per trasformare questa parte della città in un ambiente non solo a misura d’uomo, ma anche di bambino ed anziano.È molto probabile che oltre a migliorare la vita di tutti i cittadini, giovi anche a quel turismo più tranquillo che per ragioni non solo di risparmio economico preferisce visitare una città quando c’è meno confusione, meno caldo e la cavea dell’Arena è priva di poltroncine. Non so se si potrà garantire anche l’assenza dei centurioni. VERONA

Tratto da: L'Arena - Lettere pag. 25

Data: 7/06/2019

Note: Luciano Cenna