Aprile 2020, in Fiera: il personale della Croce Rossa fa i tamponi alle persone uscite dalla quarantena

IN PRIMA LINEA NELL’EMERGENZA COVID. Il bilancio dell’attività degli operatori che nella fase calda della pandemia hanno lavorato a 360 gradi

Tamponi, consegna di pasti e aiuti nelle abitazioni in città e in numerosi Comuni della nostra provincia Ortombina: «E l’attività continua, facendo rete».
Situazioni difficili richiedono azioni straordinarie. E la Croce Rossa di Verona, durante l’emergenza Covid-19, con i suoi volontari ha operato con questo metodo. E con quello spirito di squadra che, unito alla disponibilità al servizio, ha fatto la differenza. Così il presidente Alessandro Ortombina, insieme al Consiglio e ai delegati del Comitato di Verona di Croce Rossa italiana, ha dedicato, al forte Gisella, a Santa Lucia, un ringraziamento a tutte le donne e gli uomini che con generosità sono stati in prima linea nel fronteggiare la pandemia.Il Comitato di Verona è stato impegnato nel pianificare e coordinare il lavoro dei volontari che insieme alle crocerossine e al Corpo Militare Cri erano in servizio in molte iniziative a favore della cittadinanza. L’opera non ha riguardato solo l’assistenza sanitaria, ma ha avuto anche un ruolo sociale di aiuto per le fasce più deboli della popolazione, come gli anziani, i malati cronici e le persone in stato di indigenza. Durante tutti questi mesi la Croce Rossa ha garantito – e continua a garantire – l’assistenza sanitaria per il rischio epidemiologico. In particolare ha gestito in sicurezza i trasporti dei casi sospetti, potenzialmente positivi al Covid-19, con un’ambulanza speciale ad alto biocontenimento.Come sottolinea Ortombina, «un’altra importante attività a servizio dei cittadini è stata l’assistenza al servizio tamponi, in coordinamento con l’Ulss 9, che aveva l’importante scopo di individuare e monitorare i soggetti positivi al Covid-19 e i loro contatti più stretti». L’attività di supporto ai tamponi “drive-in”, cioè senza scendere dall’auto. Sostanziale anche il supporto fornito nell’ambito del sondaggio sierologico dell’Istat nazionale.Ma la Croce Rossa di Verona era già impegnata contro il Coronavirus prima ancora che in Italia scoppiasse l’emergenza vera e propria. Fin da febbraio infatti i volontari sono stati impegnati nell’attività di prevenzione e monitoraggio dei viaggiatori all’aeroporto Catullo di Villafranca, con il controllo della temperatura corporea a tutti i passeggeri in arrivo. Durante il lockdown, fondamentale è stato il servizio di spesa a domicilio e consegna di farmaci per persone malate e anziani soli. Anche dal punto di vista logistico l’azione della Croce Rossa di Verona è stata importante, con attività come la distribuzione di mascherine, in collaborazione con la Protezione civile, di pacchi alimentari e buoni spesa, anche in collaborazione con rete degli Empori della Solidarietà-Rete Talenti in collaborazione con Caritas e il supporto al Banco Alimentare. Tra le altre iniziative l’assistenza ai controlli per gli accessi nel Comune di Buttapietra, la distribuzione di libretti per bambini a San Giovanni Lupatoto e il supporto assistenziale svolto dal Corpo Militare e dalle Crocerossine nelle strutture di Villa Bartolomea, Mezzane di Sotto e San Bonifacio ricovero Rsa. E poi un webinar di supporto psicologico per i tanti volontari.«Oggi l’emergenza non è più nella fase acuta», conclude Ortombina, «ma richiede ancora massima attenzione. Per questo l’attività di Croce Rossa continua».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 48

Data: 14/09/2020

Note: E.G.