L’INIZIATIVA. I familiari dei morti in incidenti e sul lavoro si sono ritrovati a San Zeno per celebrare la giornata mondiale. Ogni anno in Europa ci sono 3.400 decessi
Patrizia Pisi: «Le domande più toccanti le hanno rivolte i cittadini Ma il problema è che molti adulti non danno il buon esempio»
Cinquanta croci bianche sul sagrato della chiesa di san Zeno. Un simbolo, uno stimolo, una riflessione. È stata celebrata così, ieri, la giornata mondiale dedicata alle vittime della strada. Su ogni croce una foto. L’immagine, spesso sorridente di chi non c’è più. Momenti di vita cristallizzati e svaniti all’improvviso con una chiamata, spesso nel cuore della notte. Immagini di chi non ha avuto il tempo di diventare adulto, o di chi ha lasciato i figli, il coniuge, i genitori.Sono 3.400 i morti ogni anno per incidente, 500 ogni settimana su scala europea.Nell’anno che volge al termine, sono 48 le persone decedute a Verona. Nel 2017 furono 59. L’anno peggiore il 2005, con 89 vittime.Ieri, a mezzogiorno, i familiari delle vittime, che si sono dati appuntamento davanti alla Basilica hanno liberato ciascuno un palloncino bianco dove hanno scritto una frase piuttosto che un nome.Palloncini candidi verso l’infinito.«È stato sicuramente questo il momento più toccante, più commovente», dicono Patrizia Pisi e il marito Stefano, genitori di Alberto, morto in un incidente stradale una decina di anni fa, referenti dell’Associazione familiari vittime della strada e degli infortuni sul lavoro per Verona.«Abbiamo avuto la visita di molti rappresentanti delle istituzioni, ma a toccarci di più sono state le domande di tanti cittadini che sono usciti dalla messa a san Zeno e ci hanno avvicinato per raccontarci le loro storie, il loro vissuto. Tanti non sapevano dell’esistenza di questa giornata», hanno detto Patrizia e Stefano, «è stato emozionante ascoltare le loro storie, farli partecipi delle nostre. La nostra associazione dà molto supporto psicologico, oltre che consigli legati a come muoversi quando c’è un incidente stradale, aiuto legale e aiuto psicologico e tutto gratuitamente. Parlare con qualcuno che ha subito il tuo stesso lutto non è come affrontare un lutto con chi non ne ha vissuto uno simile».Patrizia e Stefano tengono spesso conferenze nelle scuole.«E continueremo a farlo con maggiore presenza. Ma parte del problema sta nel fatto che alle buone pratiche proposte ai ragazzi troppo spesso non corrisponda il buon esempio degli adulti, degli stessi genitori. Continuano ad esserci troppi incidenti, per distrazione. Oppure bambini feriti o morti perché non assicurati con le cinture o per seggiolini fissati male. E poi il telefonino. Stare connessi sempre e comunque, pare essere più importante di ogni altra cosa, della propria e dell’altrui vita».Verso le 17, gli organizzatori hanno iniziato a togliere le croci, la giornata dedicata alle vittime della strada è terminata. Ma quelle croci restano piantate per sempre nel cuore dei familiari di chi ha perduto qualcuno che amava sulla strada. Non c’è bisogno di una giornata, non c’è bisogno di una data sul calendario. Quella data è «sempre».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 19/11/2018

Note: Alessandra Vaccari- foto Marchiori