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AIUTI ALLA COMUNITÀ. La presidente del Centro per il volontariato illustra l’ultima iniziativa.

Segue duemila famiglie e ha tenuto a «battesimo» cinquecento bimbi. Cinquetti: «Tra gli obiettivi, anche il reinserimento socio-lavorativo»

 

Sono quasi duemila le famiglie seguite nel 2016 dalla «Rete per la Vita», che da otto anni opera tra Verona e provincia di concerto con le ulss locali. E oltre 500 i bambini venuti alla luce grazie ai percorsi di sostegno alla maternità fragile. Un bagaglio di conoscenze, metodi ed esperienze, che ora, i tredici Centri aiuto vita (Cav) scaligeri della rete, hanno deciso di mettere nero su bianco creando una carta dei servizi volta a codificare un protocollo d’azione comune e rispondere, pur nel rispetto delle diversità territoriali, a precisi obiettivi che vanno dall’accompagnamento di donne e famiglie in attesa di un bambino, con figli fino a tre anni e in stato di difficoltà, alla prevenzione dell’interruzione volontaria di gravidanza, alla sensibilizzazione della comunità verso il valore della vita umana.Il tutto tradotto in un documento di 25 pagine, disponibile anche online (www.reteperlavita.it), strutturato in otto macroaree di intervento (prima accoglienza e ascolto; sostegno affettivo, psicologico, educativo e sanitario; sostegno concreto; formazione), che si propone come strumento informativo e operativo sia per gli utenti diretti, che per i cittadini, le istituzioni e gli operatori di enti pubblici e privati. «Una tappa che corona la mission stessa dei Cav, ossia la tutela della vita nascente e il sostegno alla maternità, attraverso la promozione dei servizi in una nuova prospettiva di integrazione e condivisione con gli enti pubblici e privati di ogni territorio», ha detto Maria Paola Cinquetti del Centro diocesano Aiuto Vita, all’incontro ospitato ieri dal Csv Verona, promotore del bando da cui è nata l’iniziativa.Pregio della rete, «è infatti la capacità di avvicinarsi sempre più alle esigenze delle persone, non solo attraverso la mera assistenza, bensì con interventi formativi volti allo sviluppo delle competenze personali e al reinserimento socio-lavorativo», favorito dall’affiancamento di oltre 300 volontari. Nell’anno appena concluso, la rete ha incontrato 1735 famiglie, di cui 584 nuovi arrivi, «l’80 per cento dei quali costituito essenzialmente da straniere cui abbiamo erogato corsi di italiano e altri servizi utili all’ integrazione sociale», ha spiegato l’assistente sociale Giuseppina Boateng, «e per il resto da donne italiane o dell’Est Europa, orientate a un’interruzione di gravidanza». Le madri sole e in emergenza economica, ma anche abitativa e di coppia, aumentano e «la carta dei servizi intende rispondere loro con nuovi percorsi di rete, in uno stile di ascolto e accoglienza riconoscibile anche dall’esterno», ha aggiunto Giovanni Buoso del Centro Aiuto Vita di Legnago, annunciando la 39a Giornata mondiale per la Vita in calendario il 5 febbraio, che già da oggi Verona celebra con un una serie di eventi organizzati dai Cav per ogni comunità territoriale.
Francesca Saglimbeni

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 28/01/2017

Note: CRONACA - pagina 19