Ragazzi del «team digital» presenti a un evento di Verona Minor Hierusalem

ESPERIENZE. L’offerta formativa per gli studenti delle superiori punta all’applicazione delle competenze individuali nello sviluppo di un percorso professionale
Adami: «Arte, architettura, paesaggio, turismo accessibile e comunicazione saranno le chiavi dei percorsi di quest’anno».
Accogliere pellegrini e visitatori nelle chiese della piccola Gerusalemme veronese che affacciano sui tre itinerari urbani “Rinascere dall’Acqua”, “Rinascere dalla Terra”, “Rinascere dal Cielo”, e fare di ciascuna di esse un’occasione di crescita culturale e umana, da reinvestire in progetti per la valorizzazione del territorio.Anche quest’anno, l’offerta formativa della Fondazione Verona Minor Hierusalem per gli studenti delle secondarie di secondo grado inseriti nei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento corre su un doppio binario. Lo stesso che per tre anni consecutivi ha consentito agli oltre 500 partecipanti «di utilizzare le conoscenze e capacità acquisite sui banchi di scuola nello sviluppo di competenze trasversali da applicare al vissuto quotidiano e al tessuto territoriale, portando alla creazione di un ponte tra la scuola e la trama culturale della città», spiega Davide Adami, coordinatore dei progetti di Pcto per Verona Minor Hierusalem, «e svelando loro l’utilità di quanto appreso, sia in funzione del proprio futuro professionale, che in termini di maturazione dei valori personali».A BREVE toccherà a una nuova ondata di giovani, che rispetto alle precedenti “edizioni” troveranno proposte ancora più calibrate sugli obiettivi prefissati. «Il dimezzamento del carico di attività extrascolastiche previsto dai nuovi Pcto (90 ore per i liceali, 150 per gli iscritti agli istituti tecnici, 210 per gli studenti dei professionali), infatti, ci permetterà di puntare tutto sulla qualità e concentrare il tempo a disposizione dei ragazzi su esperienze volte ad acquisire competenze più specifiche», sottolinea Adami. Per il 2019/2020, ad esempio, il servizio di accoglienza nelle chiese coprirà massimo tre mesi, favorendo il turnover degli studenti dei Pcto interessati alla proposta, «e al termine dell’iter sarà organizzato un evento aperto a genitori e studenti, per condividere con essi i frutti dell’esperienza».IL SECONDO filone formativo è rappresentato dalla Verona Minor Hierusalem come “luogo” di ricerca e studio. «Ogni chiesa e/o itinerario offre ai ragazzi continui spunti di approfondimento (l’arte e architettura delle chiese, la custodia del paesaggio, il turismo accessibile), che, in linea con l’indirizzo di studi, di volta in volta si traduce in progetti per la promozione e salvaguardia della città», ricorda Adami. «Quest’anno sarà privilegiata la dimensione dell’innovazione nella comunicazione culturale. Attraverso nuove tecnologie digitali gli studenti potranno ricostruire virtualmente il contesto originario in cui erano collocate certe opere d’arte oggi non più visibili».IL 4 SETTEMBRE, alle 14, nella sede dell’Ufficio Scolastico Provinciale e in presenza del dirigente di quest’ultimo Albino Barresi e della referente per i Pcto Laura Parenti, «presenteremo il nostro modello ai docenti e dirigenti scolastici delle scuole superiori interessate a questa esperienza».«Opportunità, per i nostri ragazzi, di continua scoperta del territorio e dei gioielli sacri e artistici che spesso sfuggono ai loro occhi. Affiancandoli», testimonia la volontaria Silvana Paiusco , «noto come sentano tutti un gran bisogno di bellezza (ciò che più li attrae è la simbologia dei luoghi) e figure che dedichino loro tempo».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 1/09/2019

Note: FRANCESCA SAGLIMBENI - FOTO DI STEFANO CAMPOSTRINI