I professori Nicola Smania e Stefano Tamburin al congresso sulle terapie contro il dolore

SALUTE. Tutte le novità illustrate ieri durante un congresso al Policlinico dedicato al «male» soprattutto neurologico
Dalla cannabis alla nutraceutica fino alle terapie «personalizzate» sui singoli pazienti

Cannabis, nutraceutica, farmacogenomica, ma anche terapie non farmacologiche. Sono tante, al di là dei farmaci tradizionali, le armi a disposizione per combattere il dolore, sintomo tra i più rilevanti non solo per i pazienti oncologici, ma anche per diverse patologie neurologiche. E proprio sulle terapie più innovative si è fatto il punto ieri, al policlinico di Borgo Roma, durante il congresso «Dolore in neurologia e neuroriabilitazione», promosso dalla Società italiana di riabilitazione neurologica e dal Dipartimento di neuroscienze dell’ateneo.Con il dolore sono costretti a convivere la quasi totalità dei malati di Parkinson, la metà di quelli con sclerosi multipla e chi ha subito un ictus, mentre circa 350mila persone in Veneto presentano una forma di dolore neuropatico difficile da trattare.«La componente farmacologica offre un notevole ventaglio di soluzioni», spiega Stefano Tamburin, professore di Neurologia e responsabile scientifico del congresso, «dall’analgesico ai farmaci più complessi come gli antidepressivi e gli antiepilettici. Senza dimenticare la nutraceutica».Si tratta di integratori, disponibili senza ricetta in farmacia, con estratti di piante, minerali, animali e microrganismi, che hanno una funzione benefica sulla salute. Un esempio su tutti: il magnesio per il mal di testa. Farmaci dai quali, però, non sempre si ottiene la risposta attesa. Di qui l’importanza della farmacogenomica, che studia la risposta individuale per comprendere quali siano i fattori genetici che limitano l’efficacia del medicinale o causino effetti collaterali. L’obiettivo? «Disegnare» farmaci personalizzati. Ottimi risultati, nel frattempo, arrivano dai cannabinoidi. «L’iter per la prescrizione, però, è volutamente molto articolato: per poterla acquistare gratuitamente si può rivolgersi solo a neurologo, anestesista, terapista del dolore, oncologo. Passando dal medico di base, invece, occorre pagare. Una precauzione necessaria, vista anche la difficoltà di approvvigionamento». Certo, ci sono gli store che ultimamente spuntano come funghi in tutta Italia. «Ma quella venduta lì ha tutt’altro effetto perché la quantità di principio attivo è minima», chiarisce il professore. La cannabis «light», infatti, legalizzata nel 2016, contiene un cannabinoide non psicoattivo che favorisce il rilassamento, utilizzato più che altro nei disturbi del sonno. «Ma la chiave del successo per combattere il dolore è un approccio globale, che tenga conto di tutte le sue componenti, da quella neuropatica a quella muscolo-scheletrica, a quella articolare, fino a quella psicologica», afferma Nicola Smania, professore di Medicina fisica e riabilitativa dell’ateneo scaligero, attivo con il suo team nel trattamento del dolore in ambito neuroriabilitativo, dalla stimolazione magnetica transcranica ripetitiva alla stimolazione a corrente continua diretta.«L’emicrania, per esempio, si associa quasi sempre a dolori dei muscoli del collo. Abbinando ai farmaci fisioterapia, mesoterapia, agopuntura si può ottenere un effetto moltiplicatore e ottenere una riduzione sensibile del dolore. Ecco che il nostro sforzo, di qui in avanti, sarà cercare di creare a Verona un team composto da anestesisti, neurologi, fisiatri, fiosioterapisti, psicologi e terapisti del dolore, per una presa in carico globale del paziente».

Tratto da: l'Arena- cronaca- pag.20

Data: 10/03/2018

Note: Elisa Pasetto - foto Marchiori