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BORGO TRENTO. L´edificio di via IV Novembre fu costruito negli anni ´30, ai tempi di Mussolini.
Operai già al lavoro nell´ex ufficio di collocamento dove saranno ricavati una decina di appartamenti e garage.

 

Un primo brulichio, per ora interno allo storico palazzo di via IV Novembre, la settimana prossima si trasformerà in un vero e proprio via ai lavori.
L´edificio realizzato negli anni ´30 come Casa del Fascio, che nel dopoguerra è stato trasformato in ufficio del Catasto e a metà egli anni ´70 in ufficio del Collocamento, è rimasto abbandonato per oltre dieci anni. E si accinge ora a diventare una struttura residenziale, con oltre una decina di appartamenti e rispettivi garage per gli inquilini che vi abiteranno. 
Da un paio di settimane, infatti, la struttura ha iniziato a essere ripulita all´interno, e gli operai, oltre a sgombrarla dai vecchi materassi e mobili arrugginiti, stanno procedendo anche alle demolizione di porte e pareti interne. I primi camioncini sono già dentro e fuori dall´area, ma presto i lavori in corso si faranno più evidenti per tutti, con l´arrivo di una gru e di un´area! di cantiere in strada, per iniziare a mettere mano al palazzo degradato.
Alla fine degli anni ´90, l´edificio, vincolato dalla Soprintendenza e che manterrà la facciata originale, è stato affidato dal Demanio al Coni, ente pubblico posto sotto la vigilanza del Ministero per i beni e le attività culturali che, a sua volta, 5 anni fa se ne è disfatto con una vendita libera tramite asta.
La proprietà è quindi passata alla Gfg srl, ditta che, nella seconda metà del 2011, è stata rilevata al 70 per cento dalla Valdadige Costruzioni a cui, l´anno dopo, è stato concesso il permesso per avviare i lavori. Quest´ultima, però, negli ultimi tempi ha avuto una serie di difficoltà, tanto che alla fine dello scorso febbraio annunciava che lo sviluppo dell´edificio, pur contemplato, non sarebbe stato immediato.
In pochi mesi, però, la situazione si è stravolta, e la proprietà è passata alla Brognara Costruzioni, che figura anche ! come impresa costruttrice nel cartellone appeso all´ingr! esso dell´edificio e, tra l´altro, ha la sede poco distante, in via Farinata degli Uberti.
La svolta per la struttura di 1.600 metri quadrati sviluppata su tre livelli, compreso il piano terra, è quindi ormai alle porte, e dagli uffici pianificati dalla Valdadige si è passati agli appartamenti che, stando a voci di corridoio, hanno già solleticato l´interesse dei primi compratori. 
Sul retro dell´edificio potrebbero anche spuntare degli affacci o balconi, per rendere più vivibile la storica struttura nata con Mussolini come primo centro di aggregazione del quartiere.
Se qualcuno che vive e lavora nella zona, compreso il noto architetto veronese, Libero Cecchini, sognava che la destinazione dell´edificio rimanesse pubblica (come sede della circoscrizione, biblioteca, o centro per gli anziani) di certo l´addio a una situazione stantia che si è protratta per anni, rendendo il contenitore vuoto anche un ricovero notturno improvvisato e ricettacolo di sporcizia, sarà accolto dal quartiere con un respiro di sollievo. 

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 1/01/1970

Note: CRONACA – Pagina 19