ONORIFICENZE. Sono 33 i riconoscimenti a personaggi che si sono distinti nello sport, nella medicina, nel lavoro, nelle arti
Non solo Preben Elkjaer Larsen, l’ultimo a ricevere la cittadinanza onoraria. Anche tanti premi Nobel, protagonisti del mondo internazionale, imprenditori e militari.
Preben Elkjaer Larsen, attaccante danese protagonista dello scudetto dlel’Hellas nel cmapionato 1984-1985, autore di gol indimenticabili, è diventato cittadino onorario di Verona, l’ultimo di una lunga serie di nomi illustri che hanno onorato la nostra città come se (e forse anche meglio) vi fossero nati. Ma chi sono gli altri? Non possiamo non incominciare dai due ufficiali dell’Esercito alleato che, all’indomani del 25 aprile del 1945, hanno gestito i difficili giorni dell’immediato dopoguerra. Si tratta del maggiore americano James M. Blackwell e dell’inglese H. J. O. Prinsloo. Il primo ha ottenuto la cittadinanza onoraria dal sindaco Aldo Fedeli il 19 ottobre del 1945, mentre il secondo è diventato cittadino onorario il 31 gennaio 1946, entrambi al momento di lasciare la carica. A palazzo Barbieri vi è poi un documento, l’Albo d’onore della Cittadinanza onoraria, dal 1949 al 1970.Il primo nome che compare è quello di sir Alexander Fleming (1881-1955), allora lo scienziato più famoso al mondo, premio Nobel per la medicina nel 1945. Era il 2 luglio 1949 quando la Giunta comunale con i poteri del Consiglio conferì per mano del sindaco di allora, Aldo Fedeli, la cittadinanza allo scienziato inglese, «per l’immenso contributo dato alla salute dell’umanità e al progresso delle scienze e della terapia medica con la scoperta della penicillina». Fleming era a Verona in occasione delle Giornate mediche internazionali, una importantissima iniziativa che faceva arrivare in riva all’Adige i più grandi medici e scienziati del mondo.La cittadinanza onoraria di Verona si «sposò» con il Nobel, anche in occasione delle altre due successive nomine: l’anno dopo, il 19 luglio 1950, sempre in occasione delle giornate mediche internazionali, si conferì la cittadinanza onoraria ad altri due premi Nobel Gerhard Domagk (1895-1964) e Egas Moniz (1874-1955) presenti ai lavori. Fu sempre il sindaco Fedeli a conferire i riconoscimenti. Gherard Domagk, biochimico tedesco, era lo scopritore dei sulfamidici. Moniz, Premio Nobel nel 1949, era invece un neurochirurgo portoghese che introdusse la pratica della lobotomia frontale.Poi il 27 febbraio1951, fu la volta di un italiano che aveva operato in città, dando il meglio della sua professionalità. Il sindaco Fedeli conferì la cittadinanza onoraria ad uno degli artefici della ricostruzione: l’ingegner Francesco Meloni. Si trattava dell’ispettore del Magistrato alle acque di Verona. Meloni per 25 anni, prima come ingegnere di sezione e ingegnere capo del Genio civile, poi come Ispettore del Magistrato alle acque, aveva lavorato per la difesa di Verona dall’Adige. Dopo Meloni passarono quattro anni: il 30 agosto 1955 fu la volta di un altro grande medico, il professor Hans Selye (1907-1982), viennese, allora docente all’Università di Montreal, in Canada, era l’osannato autore della dottrina dello stress. Dunque l’inventore della più comune e temuta patologia di oggi è stato un nostro concittadino, sebbene onorario. Quell’anno, però, a quanto ci risulta con Selye, furono nominati cittadini onorari di Verona anche altri due scienziati, Gaston Ramon di Parigi, per le fondamentali scoperte nel capo dell’immunologia e Paul Santy, università di Lione, per le nuove tecniche di chirurgia toracica e cardiovascolare. In particolare Gaston Ramon (1886-1963), immunologo, capo del laboratorio Pasteur di Parigi, vinse la difterite ed il vaiolo.L’anno dopo, precisamente il 9 ottobre 1956, è la volta di un grandissimo filosofo, Romano Guardini (1885 – 1968), che ottiene la cittadinanza di Verona «per le sue altissime benemerenze nel campo degli studi teologici». Nel caso di Guardini, però, c’è una curiosità: il filosofo e teologo è considerato tedesco, ma era di origine italiana ed era nato proprio a Verona il 17 febbraio 1885. Quest’anno, peraltro, ricorrono i 50 anni dalla sua morte.Il veronese onorario più noto ai veronesi è indubbiamente Arnoldo Mondadori, il grandissimo editore ed industriale della carta stampata, che diventa cittadino di Verona il 14 maggio 1963. La nomina del successivo cittadino onorario, il professor Guido Ferro, che venne insignito il 10 maggio 1966, sa di «captatio benevolentiae»: si voleva farselo amico, ottenendone la benevolenza. Infatti il professor Guido Ferro era in quegli anni il magnifico rettore dell’Università di Padova e le facoltà veronesi per fare il successivo salto di qualità dovevano allora agganciarsi all’ateneo patavino. Ferro era approdato nell’ateneo patavino nel 1936 a coprire la cattedra di Costruzioni Marittime. Nel 1947-48 diventò preside della Facoltà e venne successivamente nominato Rettore dell’Università di Padova, carica che tenne interrottamente dal 1949 al 1968. Peraltro, nel 1963, Ferro, già rettore dell’Università di Padova venne in visita ufficiale a Palazzo Giuliari, sede della neonata facoltà di Economia e commercio e si impegnò a potenziare la sede staccata di Verona a cominciare dall’attivazione del corso di laurea in lingue che verrà istituito due anni dopo. Una cittadinanza onoraria ben riposta, dunque, che ha permesso alla nostra università il primo salto di qualità.Nell’aprile del 1970 si torna alla medicina, in questo caso, insignendo della cittadinanza onoraria un medico che ha fatto scuola nel nostro ospedale, creando una generazione di grandi luminari della medicina. Si tratta del professor Mario Coppo, allora preside della facoltà di Medicina e chirurgia di Modena, ma negli anni Sessanta, grande medico degli Istituti Ospitalieri di Verona. Il professor Coppo è stato uno dei più brillanti clinici medici del nostro Ospedale. Insieme con Coppo, divenne cittadino onorario il 22 aprile 1970 anche un altro grande professore, ma in questo caso nel campo dell’arte. Si tratta di Giuseppe Fiocco, (1884- 1971), direttore dell’Istituto di storia dell’arte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Fiocco si può considerare il primo grande specialista della pittura veneta, iniziatore dell’Istituto di Storia dell’arte dell’Università di Padova.Dopo Fiocco, passarono ben 10 anni prima del conferimento di un’altra cittadinanza onoraria. Il 17 marzo 1980, il Consiglio comunale nomina cittadini onorari due famosi dissidenti del governo comunista di Mosca: Andrei Sacharov e padre Dimitri Dudko. La motivazione è molto solenne: «A testimonianza della grandezza morale del loro sacrificio e come riconoscimento a tutti coloro che lottano nel mondo per i diritti umani, la pace e la libertà».È questo uno degli ultimi atti del consiglio comunale retto dal sindaco Renato Gozzi. Ma i comunisti in consiglio a Palazzo Barbieri votano contro: mai nessuna cittadinanza onoraria di Verona fino ad allora aveva assunto un tale significato politico. Andrei Sacharov (1921-1989) era uno dei più importanti fisici russi. Favorevole alla Primavera di Praga, solleva la questione dei detenuti politici e si avvicina al movimento dissidente, facendosi portavoce di tutte le battaglie per il rispetto dei diritti umani e della legalità. Nel 1975 gli viene assegnato il Nobel per la Pace. All’inizio del 1980 denuncia l’intervento sovietico in Afghanistan e viene relegato nella città di Gor’kij, dove rimarrà pressoché isolato per 6 anni. Padre Dimitri Dudko, che all’epoca della cittadinanza veronese aveva 56 anni era una delle più famose figura della Chiesa ortodossa russa. Prete dissidente, denunciò con fermezza le ingiustizie da parte dell’apparato statale ateo contro le istituzioni religiose nell’Unione Sovietica e fu più volte messo in prigione. È morto nel gennaio del 2004 a Mosca.Il 3 novembre 1988 il sindaco Gabriele Sboarina e la sua Giunta propongono un’altra cittadinanza onoraria con un contorno politico di indubbio significato ideologico: al premio Nobel Nelson Mandela, il leader sudafricano del movimento contro l’apartheid (African National Congress), difensore di molti imputati in processi politici, simbolo mondiale della lotta contro l’oppressione, esercitata dalla minoranza bianca sulla popolazione nera nel ricco Paese africano. Certamente anche la cittadinanza veronese ha contribuito, insieme ai vasti movimenti di protesta internazionale, alla liberazione, avvenuta solo nel febbraio 1990, dopo 28 anni di reclusione.Il 19 marzo del 2002 è stata conferita la cittadinanza onoraria alla cittadina nigeriana Safija Husseini Tungar Tudu per farle concedere la grazia dalla pena di morte. Il 23 gennaio del 2008 il conferimento riguarda invece il giornalista e scrittore inglese Tim Parks che vive a Verona. L’11 dicembre dello stesso anno il titolo viene dato anche allo scrittore nel mirino della camorra Roberto Saviano. Sempre nel 2008, ad aprile, la Giunta concede la cittadinanza onoraria al Reggimento Artiglieria a cavallo Voloire «per il coraggio indomito del luogotenente Gioacchino Bellezza».Nel 2009, il 4 marzo, si omaggia un altro esempio di valore militare, il capitano di fregata Evelino Marcolini (Verona, 4 giugno 1923 – 10 settembre 2006), medaglia d’oro al valor militare. Due le nomine del 2010: il 4 febbraio la Giunta la assegna a monsignor Alberto Piazzi, per lunghi anni Prefetto della Biblioteca Capitolare, e il 13 ottobre al Comfoter, per meriti nella sicurezza cittadina e interventi per pubbliche calamità.Nel 2011 il Consiglio comunale conferisce la cittadinanza onoraria a Pino Masciari, imprenditore calabrese anti-‘ndrangheta, mentre la Giunta concede il riconoscimento all’Ottavo Reggimento Bersaglieri impegnato in missione in Afghanistan. Su mozione del Consiglio comunale, il 13 luglio del 2012 il conferimento va al VI Reggimento Alpini; l’anno successivo, il 27 marzo, all’85° Rav Verona. Sono due militari anche i nuovi cittadini onorari del 2014, i marò trattenuti per un lungo periodo in India a causa di una controversa vicenda di omicidio, Massimiliano La Torre e Salvatore Girone. Accompagnata da non poche polemiche la concessione della cittadinanza onoraria al presidente ucraino Petro Poroshenko, concessa il 9 giugno 2016, dopo la lunga e complessa vicenda della restituzione dei quadri trafugati a Castelvecchio. E arriviamo al 2018, con la cittadinanza onoraria alla memoria, concessa su deliberazione del Consiglio lo scorso 8 febbraio, a Dante Alighieri, seguita, il 17 maggio, da quella concessa all’ex calciatore Preben Elkjaer Larsen.Non ci risulta invece che a Federica Pellegrini sia stata concessa la cittadinanza onoraria di Verona, anche se era stata annunciata dopo i suoi più recenti successi olimpici e mondiali. Anche la proposta di insignire Adriano Celentano della cittadinanza di Verona, dopo il suo concerto in Arena, è caduta nel vuoto.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 16

Data: 29/07/2018

Note: Emma Cerpelloni