Da oggi il Saval ha un nuovo parco pubblico. È l’area verde attorno alla casa colonica di via Marin Faliero, ripulita a fondo, e dichiarata immediatamente accessibile da Comune e terza circoscrizione. Duemila metri quadrati che fino a pochi giorni fa, sono stati soffocati da vegetazione selvaggia e cumuli di rifiuti; ora, invece, si presentano alla vista come una distesa a prato, aperta e ordinata.In verità, mancano le panchine e i lampioni, «ma gli arredi arriveranno», assicura il presidente della circoscrizione Nicolò Zavarise. «Siamo già in contatto con il settore Strade e giardini e con l’Agsm Lighting». Di più: se il parco «alla casa colonica» è ancora nella sua fase embrionale, il parlamentino di Verona ovest intende però animarlo con varie manifestazioni, per trasformarlo in un vero punto di socializzazione: «Già previste, a partire dall’estate prossima, una festa degli aquiloni e una rassegna di cinema all’aperto», annuncia Zavarise.L’Amia ha già sgomberato dal giardino i rimasugli delle precedenti pulizie: ramaglie e rifiuti accatastati. La bonifica è stata portata avanti in più riprese: prima dai volontari del quartiere, chiamati a raccolta dal terzo circolo del Pd, e quindi dal Comune, intervenuto infine con la ruspa. Su questo succedersi non coordinato di interventi è emersa qualche polemica: «Lungi da me sminuire l’operato dei volontari, tuttavia la pulizia da parte Comune era già in programma. Non siamo intervenuti solo a cose fatte, come qualcuno vorrebbe far credere, ma siamo semplicemente stati anticipati», puntualizza Zavarise, replicando così Federico Benini.Il presidente della circoscrizione rivendica: «Anche l’idea del parco pubblico è nostra, e risale a diversi mesi fa. Nonostante quel terreno sia edificabile, noi l’abbiamo blindato da qualsiasi proposito di costruzione».E per quanto riguarda la vecchia casa colonica? «L’edificio è in pessime condizioni e la sua ristrutturazione comporterebbe una spesa esorbitante. Il Comune non se la può permettere. Inutile, quindi, fare sparate sui suoi possibili utilizzi. Cerchimo innanzitutto una strada per reperire fondi, e poi studieremo la destinazione più utile».Conclude Zavarise: «Avevo tentato la via della collaborazione con l’Agsm, che si sarebbe accollata parte dei costi di ristrutturazione, per trasformare la casa in un nido integrato. Tuttavia, l’idea è stata frenata dal settore Istruzione, che ha spiegato come ad oggi il nido non è una priorità nella zona del Saval».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 25

Data: 27/10/2018

Note: Lorenza Costantino