San Francesco nella raffigurazione di Tommaso

ARTE DI STRADA. Un lungo muro colorato è l’eredità della tre giorni a cui hanno partecipato tanti writer da tutta Italia
La dedica è per Piero Spadarotto, morto a 38 anni Gli amici: «Era un grande appassionato» Gli artisti: «La Jam è stata un balsamo per il cuore»
CHIARA BAZZANELLA

Una Graffiti Jam non solo gioiosa, ma anche e soprattutto commemorativa, ha regalato a Verona un’ottantina di colorate opere uscite dalle bombolette spray di writers professionisti.I murale sono stati realizzati in soli tre giorni, e da domenica sera tappezzano il lungo muro di proprietà delle Ferrovie, in via Stazione a Porta Vescovo, e quello della ciclabile di Porto San Pancrazio.In tutti domina la scritta Nepa, il nome d’arte di Piero Spadarotto, scomparso improvvisamente a settembre per un aneurisma che gli ha tolto la vita a soli 38 anni.Scritta da Peeta dell’Ead crew di Padova, con i riconoscibili caratteri tridimensionalei, oppure da Reser dei Love Letters di Torino, o affiancata a creazioni che raffigurano immagini e disegni nello stile tipico di ciascun artista, la sigla Nepa compare ovunque, a rimarcare il senso della mega esibizione.L’associazione Street Scaligera in sole tre settimane, con il via libera del Comune e il benestare di Rfi, oltre all’aiuto di sponsor leader nel mondo del colore, è riuscita a mettere in piedi un evento che ha attirato nomi di rilievo, anche di fuori Italia, come il tedesco Zolard di Norimberga.«Piero era un grande appassionato della bomboletta spray, coinvolto nell’organizzazione dell’evento che, dopo la sua morte, gli è stato interamente dedicato», dice Tommaso, presidente dell’associazione. «Il motivo della Jam ha attirato nomi inaspettati o inaccessibili gratuitamente, ognuno pronto a dimostrare il proprio affetto nel suo personale genere».Oltre a pezzi da novanta del Nord Italia, come Yama, Orion, gli Overspin, Wubix, Piove, si sono riversati in città anche Burla ed Enco di Rimini. Teddy Killer di Roma ha raffigurato il tirannosauro rosso che indossa occhiali da sole, giubbetto e cappellino, evocando l’abbigliamento di Nape.Più concettuale è invece la dedica di Tommaso, che ha impresso un San Francesco in meditazione che invece del teschio, come nell’opera di Caravaggio, impugna una grande bomboletta. «Ho voluto parlare di morte esorcizzandola e cercando di non soffermami sul fatto che Nepa non c’è più», spiega l’autore.«La Jam è stato un balsamo al cuore per tutti, e ha coinvolto positivamente i passanti, soddisfatti di assistere all’esternazione di un’arte meditata e sentita, ben lontana dal vandalismo spesso associato ai writers».Neofiti di 16 si sono ritrovati a lavorare al fianco di big affermati, approcciando così la cosiddetta «old school». Il muro palestra di Borgo Roma, dedicato proprio a chi si deve fare le ossa, non è ancora ultimato, si tratta di una terza location che verrà completata la settimana prossima.«È la prima edizione di un format che intendiamo replicare al più presto per riqualificare varie zone della città», assicura Tommaso, ringraziando i molti sponsor tra cui Cubi srl, Kobra spry, Blue Distribution e Dolci Colore.«Dopo l’esperienza del ’97 agli ex Magazzini Generali, più acerba, non avevo partecipato a nulla di simile a Verona», confessa il writer Panda, autore del dipinto in bianco e nero. «Faremo di tutto perché non si tratti di un evento isolato per altri vent’anni». Il sostegno da parte del Comune è pieno, grazie in particolare al consigliere di Forza Italia, Andrea Velardi, che ha già coinvolto la Soprintendenza. «Vogliamo rigenerare mura e mattoni dell’ex Zoo con un’esibizione che nascerà come mostra temporanea», annuncia. «Inoltre stiamo cercando di riqualificare i parchi in degrado o le aree dismesse nei vari quartieri delle otto circoscrizioni, con opere di street art che li rendano luoghi di interesse turistico. Rigenerando con l’arte e le discipline urbane, Verona si dimostra pronta a un cambiamento inaspettato fino a un anno fa».

Tratto da: l'Arena

Data: 21/11/2018