L’EVENTO. In Arsenale il Festival dell’Handmade mette in mostra la bravura di 70 artigiani
I lavori fatti a mano arrivano da tutta Italia. I promotori: «Edizione dedicata alla primavera, con oggetti che richiamano fiori e colori»
Tutto fatto a mano: all’ex Arsenale creatività in mostra. Dagli oggetti per la casa ai gioielli, dalle proposte di abbigliamento agli accessori da indossare, con tante idee originali. È la nuova edizione del Festival dell’Handmade, ideato e curato da Roberta Vianini. La manifestazione con ingresso libero è aperta nel padiglione 22 anche oggi dalle 10 alle 19.Ad esporre sono oltre 70 creativi selezionati da tutta Italia e ad accomunarli è la passione per l’artigianato creativo. L’arte di inventare con proposte di oggetti singolari «è anche un modo per trovare lavoro», commenta Vianini. «Questa edizione è rivolta alla bella stagione», continua, «con oggetti che richiamano fiori e colori». Talvolta le idee traggono spunti dal passato. E rivisitandolo creano nuovi oggetti, moderni e attuali. Come le fotografie magnetiche in stile Polaroid portate da Melissa Basile e Francesca Badino. È un ritorno agli anni ’70 e ’80, quando il modello Polaroid 1000 con la pellicola SX-70 era tra i più leggendari della casa produttrice del Minnesota ed ora dell’olandese Impossible Projects. Sono di Pavia e sono due fotografe, entrambe ventottenni. «É un progetto iniziato da poco», dice Francesca. «Si interessano giovani e nonni, anche qualche nostalgico della Polaroid», aggiunge Melissa.Pochi banchi oltre e gli oggetti sono creati in filo di ferro. L’idea è di Elena Chimenti, quarantenne di Livorno con un passato da orafa. Sono oggetti per la casa abbinati alle cose del passato. «Prima cerco il pezzo vintage. Poi, nasce l’idea che sta intorno», dice Elena. «Sono oggetti che piacciono un po’ di più ai giovani e a quanti cercano lo stile retrò». Linda Bellosi, ventisei anni di Imola, ha fatto dell’intaglio la sua passione: «É tutto cartoncino intagliato utilizzando un taglierino simile a un bisturi Poi, le figure sono inserite in lampade. Così diventano quadri luminosi».La vita di tutti i giorni è raffigurata dai personaggi di Paola Puigbor Orti, trentacinque anni di Verona. «Sono personaggi che rappresentano un mix del mio percorso artistico», rivela. «Mi piace “inquadrare” i personaggi e i disegni raffigurano tutte persone reali mentre si “gettano” nella vita quotidiana». Francesca Mancini, quarantenne di Monza, propone oggetti lavorati con pietre. Al centro c’è la cristalloterapia e oggetti creati da artigiani esperti.Silvia Murru, ventinove anni di Cagliari, espone gioielli che nascono dalla passione per le materie letterarie con un occhio rivolto al riciclo creativo. Vecchi dizionari e libri oramai in disuso diventano accessori unici. «Ho iniziato dai bottoni», dice. «Poi, ho incominciato ad utilizzare vecchi dizionari. Quindi, testi scolastici datati e libri. Sono materiali percepiti come “di scarto” ma che, invece, hanno un alto valore storico e culturale. Il libro è un tesoro inestimabile e non può essere sostituito dal digitale. In ogni pezzo c’è un risvolto emotivo».Il Festival dell’Handmade sarà riproposto in autunno.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 21

Data: 8/04/2018

Note: Marco Cerpelloni