Foto scattata da Sofia dal posto in cui lei e il suo accompagnatore sono stati spostati dopo la protesta

IL CASO. Sofia Righetti era presente lunedì sera al concerto della rock band degli Evanescence nell’anfiteatro scaligero
La protesta di una ragazza per la scarsa visibilità dalla postazione assegnata ai disabili Mazzi: «Metteremo misure più precise nei contratti, intanto studiamo delle soluzioni».Da quella posizione non si vede. Perchè ai concerti rock il pubblico si alza in piedi, e chi è seduto su una carrozzina non riesce più a seguire gli artisti sul palco. La denuncia arriva da Sofia Righetti, che racconta la sua disavventura al concerto di lunedì degli Evanescence in Arena.«Sono stata lì con il mio ragazzo, ho pagato il biglietto e mi hanno posizionata dello spazio destinato alle persone in carrozzina, di fianco alle poltrone in platea», racconta la giovane veronese, atleta, modella e musicista, «all’ingresso della band tutti si sono alzati in piedi e non ho più visto niente. Ho cercato la security e mi hanno risposto che è diritto delle persone alzarsi durante un concerto rock. Ho ribattuto che è un mio diritto come spettatrice guardare il concerto, e che era una grave discriminazione nei confronti delle persone in carrozzina il fatto che non si potesse avere alcuna visuale. Ci hanno spostati nell’angolo a destra del palco, vicino a dei bidoni, senza alcuna possibilità di sedersi per il mio compagno se non per terra. Alle mie continue rimostranze e dicendo che c’erano altre cinque persone in carrozzina che non vedevano nulla, e facendo notare che di fianco alle poltronissime gold c’era molto spazio vuoto per mettere le persone in carrozzina con i relativi accompagnatori, la security mi ha fatto entrare, chiamando poi tutte le altre persone in carrozzina che erano ancora in alto con la visuale bloccata». Anche se ormai il concerto era già a metà. «Lo aspettavamo da mesi, spero che quanto successo riesca a cambiare la situazione. In Arena sono venuti cantanti e band importantissimi, è possibile che la situazione sia ancora talmente organizzata male che gli spettatori in carrozzina non possano vedere un concerto se la gente si alza in piedi? Giro il mondo per concerti da 15 anni, questa è un’infrazione della legge 67/2006 riguardo le discriminazioni subite dalle persone con disabilità, spero che verranno studiate delle postazioni vicino al palco. Per l’ennesima volta io e le altre persone in carrozzina, e i nostri compagni ed amici che erano con noi, abbiamo dovuto sentire tutto il peso di una società che non considera i diritti delle persone disabili, anche negli eventi che dovrebbero essere vissuti con la massima serenità e spensieratezza, come appunto un evento rock in Arena».Quello di lunedì era organizzato da Vivo Concerti, che risponde a quanto dichiarato dalla Righetti. «A seguito dell’accaduto al concerto degli Evanescence, siamo disponibili ad interloquire con la persona che ha subito questi disagi. Sappiamo che la sicurezza ha agito prontamente provvedendo a posizionare chi poteva in una posizione migliore. Provvederemo comunque a verificare eventuali possibilità di migliorie rispetto alla richiesta che è stata portata alla nostra attenzione».Parla anche Gianmarco Mazzi, amministratore della società Arena srl che cura gli eventi extra lirica. «Per come è costruita l’Arena il problema è comunque complicato, lo conosco e mi sta molto a cuore, da qualche tempo mi sto confrontando con alcune persone disabili per capire quali sono le esigenze», continua Mazzi, «noi facciamo un lavoro di selezione sugli spettacoli che poi sono a cura degli organizzatori, stiamo parlando anche con loro e per il prossimo anno pensiamo di inserire nei contratti delle misure più precise, intanto pensiamo a soluzioni alternative».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 4/09/2019

Note: Luca Mazzara