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DALLA PESTE ALLA GUERRA. Da qualche anno il Lazzaretto, ripulito dal Fai,fa da sfondo a spettacoli all’aperto di teatro e di musica nel verde dell’ampia campagna.
 

Un luogo ameno a poca distanza dal centro.Ma dalla sua costruzione,
appena prima dell’ondata di peste del 1630, fino alla suo crollo quasi
totale nel 1945, a causa dell’esplosione accidentale delle polveri lì
abbandonate dai nazisti nella ritirata, la storia del Lazzaretto è di
sofferenza e guerra.La peste seicentesca fece in città 33mila morti su
una popolazione complessiva di 53mila. Nel tentativo di arginare
l’epidemia, le autorità sanitarie isolò al Lazzaretto un grande numero
di malati: al culmine della pestilenza, all’interno, si concentrarono
più di 5mila persone.La struttura era, per l’epoca, comunque
all’avanguardia: il progetto è attribuito a Michele Sanmicheli, il
grande architetto veronese della Serenissima. Alla fine del Settecento
l’uso sanitario cessò, successivamente sostituito con il deposito di
polveri e munizioni. L.CO.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA -cronaca pag. 14

Data: 3/05/2016

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