La scuola media Catullo a marzo avrà l'atelier digitale

 

La scuola media Catullo a marzo avrà l’atelier digitale
A marzo s’inaugura l’atelier digitale creativo della secondaria di primo grado «Catullo», in via Breccia San Giorgio. Un’aula di informatica interattiva al piano di sopra, con 24 postazioni notebook e una Lim per la progettazione in 3D. Sotto, un modernissimo laboratorio di falegnameria con frese, aerografi, pirografi e quant’altro servirà a costruire, per prima cosa, i tabelloni informativi e la segnaletica in italiano e in inglese per il Parco delle Mura. Un progetto, quello elaborato dal team digitale dell‘Ic 9 Valdonega, che per l’originalità si è collocato fra i primi dieci del Veneto nel bando ministeriale per l’assegnazione dei fondi. «Perché coniuga il pensiero astratto con l’operatività pratica tipica di questa età» spiega l’animatore digitale, il docente di matematica Alessandro Rigoni. Alle attività dell’atelier contribuiranno le altre sedi del comprensorio (le primarie «Nievo» e «Fraccaroli», 750 alunni in totale) nonché i piccoli pazienti della «Scuola statale in ospedale» che fa capo all’Ic 9, una cinquantina: a loro il compito di rifinire e decorare i manufatti realizzati alle «Catullo». Il materiale di recupero, bancali soprattutto, lo fornirà l’Ecosportello del Comune. Mentre il Fablab di Grezzana si occuperà della piallatura. «Lo spazio in cui è stato realizzato l’atelier era già stato indicato dall’architetto Libero Cecchini negli anni Sessanta come open space per la laboratorialità. Quindi abbiamo voluto anche ripristinare questa vocazione del nostro istituto, mettendo insieme l’antico e il nuovo. È un lavoro di equipe e il progetto l’ha steso a quattro mani il team digitale insieme ai genitori» commenta la dirigente scolastica, Lidia Marcazzan. Si vorrebbero realizzare anche le scenografie del teatro del teatro della scuola e in convenzione con un maestro liutaio verrà avviato un laboratorio per il recupero degli strumenti in uso all’indirizzo musicale. «L’obiettivo è diventare una sorta di azienda autonoma in cui le cose si pensano, si creano e si mettono in circolo» sottolinea la preside. «Per dare ai nostri ragazzi un messaggio anche sotto il profilo dell’ecologia e della sostenibilità».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 23

Note: L.Per.