Un «rendering» della statua di Angelo Dall'Oca Bianca, di Alberto Zucchetta, in piazza Erbe

IL CASO. La Giunta respinge la richiesta del comitato. E dà un’alternativa
Non si ritiene opportuno incidere sul paesaggio Toffali: «La si può mettere al Villaggio di Borgo Nuovo, a ricordo dell’opera filantropica del pittore»
Enrico Giardini

Pollice verso. La statua bronzea del pittore Angelo Dall’Oca Bianca, creata dallo scultore Alberto Zucchetta, non sarà collocata in piazza Erbe, come auspica il Comitato Dall’Oca tra noi, il promotore dell’iniziativa. Lo ha deciso la Giunta comunale, che aveva preso tempo per valutare la proposta.

Il motivo? «Piazza Erbe non è il luogo adatto in cui mettere quella statua», dice l’assessore comunale alle attività produttive e all’arredo urbano, Francesca Toffali. La quale due mesi fa – facendo sapere appunto che la Giunta ci avrebbe riflettuto – aveva detto tra l’altro che «piazza Erbe è un luogo antichissimo della città, rimasto inalterato nei secoli, quindi la decisione va meditata».

La meditazione dunque, come però si intuiva dalle parole dell’assessore di due mesi fa, ha portato alla bocciatura. Non della statua – che ritrae il pittore, morto nel 1942 all’età di 84 anni, mentre dipinge proprio in piazza Erbe, il luogo del mercato di frutta e verdura – ma della scelta di piazza Erbe.

La scultura di Dall’Oca Bianca, ad altezza naturale, si sarebbe dovuta collocare davanti alla farmacia Signorini, prima del toloneo, spostando di qualche metro la pedana che consente il passaggio di persone disabili. La Soprintendenza aveva dato il via libera. L’Amministrazione comunale, ora, no.

«Il luogo ideale in cui porla sarebbe il Villaggio Dall’Oca Bianca, ora Borgo Nuovo», prosegue la Toffali, «il rione intitolato proprio all’artista che ne finanziò la costruzione, con case per i poveri che Dall’Oca Bianca aiutò in vita. E anche alla sua morte, destinando nel testamento i suoi averi ai poveri e le sue opere alla città».

Il Villaggio Dall’Oca Bianca, lo ricordiamo, composto da numerose casette, fu inaugurato nel 1939. Negli ultimi decenni attorno sorse Borgo Nuovo, ma restano alcune storiche casette, ristrutturate. E la scuola elementare del quartiere è intitolata al pittore.Doccia fredda, però, sul Comitato Dall’Oca tra noi. La statua resterà dunque parcheggiata ancora a Villafranca, nella fonderia Fratelli Fabris.

Come ha scritto L’Arena nei mesi scorsi, il progetto di un monumento ad Angelo Dall’Oca Bianca aveva preso forma – da un’idea della giornalista Vera Meneguzzo – al ristorante 12 Apostoli. Lo stesso luogo in cui era partito anche il piano dell’altra statua, quella del poeta dialettale Berto Barbarani, dal 2004 tra piazza Erbe e l’inizio di via Cappello.

Si formò subito, il 26 marzo 2014, il Comitato Dall’Oca tra noi – ora presieduto da Giorgio Pasqua di Bisceglie; presidente onorario Giorgio Gioco – presenti quaranta personaggi di spicco della vita artistica, imprenditoriale e culturale veronese. Tra i sostenitori il gruppo di artisti della Società Belle Arti di Verona, di cui è presidente Gianni Lollis, e altri artisti scaligeri come Milo Manara, Giancarlo Zucconelli – in arte Zuc, vignettista de L’Arena – Novello Finotti (scultore, autore della statua di Barbarani) che poco più di un anno fa diedero vita a un’asta – svoltasi nel novembre 2016 alla Gran Guardia – offrendo che quadri e sculture per raccogliere fondi per la statua di Dall’Oca Bianca.

Secondo l’idea dei promotori dell’opera, Dall’Oca Bianca e Barbarani, amici in vita – veronesi illustri come Emilio Salgari, la cui statua, di Sergio Pasetto, è in centro, di fronte alla Biblioteca civica – avrebbero continuato a parlarsi. Anche sotto forma di statue, nella piazza Erbe da loro tanto frequentata. Dove i poveri, che tanto Dall’Oca Bianca aiutò, raccoglievano i rimasugli di frutta e verdura.A Barbarani (1872-1945) – che scrisse sul nostro giornale – ha ridato voce domenica, nelle Lettere a L’Arena, Giorgio Gioco, ristoratore dei 12 Apostoli, cultore della veronesità, con l’appello in dialetto «Vorìa Dall’Oca in piassa Erbe». Barbarani-Gioco ha scritto rivolgendosi agli amministratori alle prese con la decisione sulla statua «del me amigo Dall’Oca, el pitor de Verona, che no lo vedo rivar in piassa Erbe dove el piturava la Rossa dei fiori. Cosa speteli? El sarìa un bel regalo all’Arte e alla nostra città. Speremo che ci comanda el gabia le fassine a posto». La risposta, attesa, ora c’è: no a Dall’Oca in piazza Erbe.

Tratto da: l'Arena Giornale di Verona

Data: 13/02/2018