L'ingresso di Palazzo Bocca Trezza a Veronetta

Fino al 2010 era sede dell’istituto d’arte Nani. Dusi: «Ultima bonifica dell’Amia un anno e mezzo fa- Bisogna disinfestare al più presto»
LORENZA COSTANTINO

Sporcizia, vegetazione incolta. E topi. Tanti topi, che lì hanno trovato il rifugio ideale per moltiplicarsi indisturbati e poi diffondersi negli angoli di Veronetta.Quasi non si ricorda più l’ultima pulizia nel cortile antistante a Palazzo Bocca Trezza, sul lato di via San Nazaro, civico 10. Teli da cantiere applicati alla recinzione schermano lo stato pietoso del giardino; ma non basta più l’effetto «vedo-non vedo» per dissimulare agli occhi dei passanti un degrado ormai conclamato.C’è la volontà di recuperare questa dimora cinquecentesca, la cui ultima abitante, la nobildonna Lavinia Trezza, lasciò in eredità al Comune nel 1922. Il governo ha stanziato i fondi – nell’ambito del”bando periferie” – e i soldi giungeranno a Palazzo Barbieri per questo e altri progetti di ristrutturazione del quartiere di Veronetta, fra cui l’ex caserma Santa Marta. Ma nell’attesa – si parla comunque del 2020 – il Palazzo Bocca Trezza scivola in un deterioramento che non ha più freni da quando, nel 2010, ha smesso di essere la sede dell’istituto d’arte Nani, ed è stato definitivamente chiuso.Non solo l’esterno è preda all’incuria, ma all’interno sta andando perduto il patrimonio artistico di affreschi, decori e stucchi, minacciato da infiltrazioni e cedimenti. L’unico intervento conservativo, un paio d’anni fa, ha riguardato il tetto.Il problema ha tenuto banco nell’ultima seduta del consiglio in prima circoscrizione (centro storico, Veronetta e quartieri limitrofi), occasione in cui, tra l’altro, il neo-presidente dell’Amia, Bruno Tacchella, si è presentato ai consiglieri.Questi ultimi hanno colto la palla al balzo per presentare al dirigente una lista di luoghi bisognosi di urgente ripulita: in cima all’elenco, il Bocca Trezza, additato in particolare da Franco Dusi (Gruppo Misto) per le sue precarie condizioni. «Il cortile affacciato su via San Nazaro, ripulito circa un anno e mezzo fa dall’Amia, ora è ridotto a una selva oscura, che contiene moltissimi topi. Una cosa indegna», denuncia Dusi. «Curare e disinfestare l’area al più presto è una necessità per l’immagine del quartiere».Non solo. Dusi critica pure l’utilizzo che, dopo la futura ristrutturazione, il Comune sembra voler fare della antica dimora: «La giunta Sboarina sta portando avanti essenzialmente lo stesso progetto dell’amministrazione Tosi, che prevede di trasferire al Bocca Trezza una serie di servizi socio-sanitari, associazioni e uffici pubblici, tra cui la stessa sede della prima circoscrizione».Il consigliere del Gruppo misto prosegue: «Si tratta di na follia, considerata la posizione decentrata dell’edificio e l’assoluta difficoltà a trovare un parcheggio nelle vicinanze».«L’attuale amministrazione dovrebbe convincersi che la migliore destinazione, per Palazzo Bocca Trezza, è l’affidamento all’Università, che infatti l’ha già richiesto per sue attività, non da ultima l’ospitalità agli studenti fuori sede. Un utilizzo che, tra l’altro, non caricherebbe la zona di ulteriore traffico, vista la vicinanza del Palazzo all’ateneo»

Tratto da: L'arena giornale di verona

Data: 6/11/2018