PATRIMONIO IN ABBANDONO. Proprio nella stagione in cui è frequentato anche dai turisti, il paesaggio delle colline presenta i segni di un’incuria che dura ormai da tempo.
Vietato il passaggio sulla scaletta che da Valdonega sale a Castel San Pietro. Rifiuti, erbacce e panchine rotte nel Parco Visconteo. E un cartello dell’Amia…

L’accesso alla scaletta che sale dalla Valdonega a Castel San Pietro chiuso per pericolo di crolli
Dopo i muri che crollano, ora piovono anche i massi sulle scale. Sulla salita delle Torricelle è stato interdetto al pubblico il passaggio sulla tradizionale scaletta che sale da Valdonega a Castel San Pietro. I pedoni e i turisti diretti al Camping San Pietro o alla terrazza che domina la città sono così costretti, con il termometro prossimo ai 40 gradi, a percorrere tutta la salita, tornanti compresi, allungando non di poco il loro tragitto, passare davanti alle Colombare e arrivare finalmente a via Castel San Pietro.La misura si è resa necessaria per il crollo di alcune pesanti pietre dall’antica struttura muraria. Più di un anno fa, un trattore che trainava un carro pieno di legna, percorrendo il tornante, aveva “scaricato” il legname che aveva demolito parte della balaustra in pietra e cemento. Da allora nessun ripristino è stato effettuato e sono ancora ben visibili le vecchie pietre demolite. L’incuria della struttura muraria ha fatto il resto. «Peccato perchè questo doveva essere il viale che conduce al belvedere della città, situato davanti a Castel San Pietro», osservano alcuni residenti mentre i turisti – zaino in spalle e bottiglia d’acqua stretta in pugno – arrancano imprecando. Per settimane il salitone delle Torricelle era stato regolato da un penoso senso unico alternato. Obiettivo: installare barriere protettive per proteggere dalla caduta di sassi dalla cinta scaligera-viscontea. Sono stati così montati diagonalmente una serie di robusti “pannoloni metallici” per fronteggiare le perdite ed evitare che i sassi cadessero sulla capote di qualche auto. O sulla testa di qualche motociclista. Ora, a questo problema – solo tamponato – si aggiunge la caduta di pietre sulla scalinata che raccorda la porta ai tornanti.Un degrado esteso a tutta la zona, con crepe e buche che imperano su selciato e marciapiedi e che i turisti preferiscono evitare per non inciampare. Chi percorre il viale, lo fa a suo rischio e pericolo. Perchè anche dal muraglione precipitano, di tanto in tanto, pietre di varie dimensioni. All’ingresso di quello che un tempo si chiamava “Parco Visconteo” l’Amia ha appeso un simpatico cartello che recita testualmente: “Prestare attenzione: vialetto dissestato. Ci scusiamo per il disagio procurato, grazie per la collaborazione”. Un modo gentile per dire: lo so che fa schifo ma ti chiedo scusa e, se vuoi, collabora. Collabora come? Non si sa. Portandosi a casa un cubetto di porfido? Svuotando i contenitori stracolmi di rifiuti? Tagliando l’erba incolta? Innaffiando il prato ormai bruciato dal sole che picchia come un martello sull’incudine? Dando una mano di vernice alle panchine come si vedeva fare tanto tempo fa?Quello che una volta era il parco ora è campo abbandonato a se stesso. Dove ogni tanto arriva un turista belga, francese o tedesco che cerca disperato la funicolare perchè di cartelli proprio non ce ne sono. In compenso, qualche senzatetto ha demolito i muri e si è ricavato un alloggio con soffitto a volta. Ha pure messo un ombrello sulla finestra per ripararsi dal sole, perché l’immobile non è dotato di condizionamento estivo. Neppure malaccio, non fosse per i topi che scorrazzano in libertà. «Prima c’era solo sporcizia, disordine e reti divelte, ora cadono anche le pietre», scuote la testa una signora con un bassotto nero al guinzaglio. E aggiunge, desolata: «Il degrado porta degrado, davvero un brutto biglietto da visita per una città con pretese turistiche».

 

Danilo Castellarin

Tratto da: l'Arena- cronaca - pag.13

Data: 15/07/2017

Note: Danilo Castellarin