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In Provincia si invita a limitare i roghi: «Il problema è serio»
L’allarme della dirigente dell’Arpav: «Nella notte della Befana si registra
un picco di polveri nell’aria»

Sembra che la tradizione affondi le sue radici in un antichissimo rito propiziatorio per scacciare la cattiva stagione e invocare l’arrivo della primavera. Ma, in piena emergenza inquinamento «brusar la vecia» nella notte dell’Epifania rischia più di propiziare i ricoveri nei reparti di pneumologia. A lanciare l’allarme, ieri, nella riunione convocata d’urgenza in Provincia è stata Francesca Predicatori, dirigente dell’Unità operativa di Fisica ambientale dell’Arpav provinciale. «Tra il 6 e il 7 gennaio», ha evidenziato, «le nostre centraline registrano un picco, in tutto il Veneto, di polveri sottili provocate dai numerosissimi falò… Senza nulla voler togliere alle tradizioni, nella situazione attuale sarebbe ragionevole limitare tali combustioni, magari accorpando le manifestazioni che spesso si svolgono in più contrade… Le ripercussioni sull’inquinamento atmosferico ci sono e sono serie», ribadisce la dirigente, «quindi invito a riflettere, perché in una notte si rischiano di vanificare settimane di misure di prevenzione». Nella riunione di ieri si è invitato a limitare alle sole esigenze di lotta alle patologie delle piante le combustioni di legna e di sterpaglie nelle campagne. Deroghe sono invece ammesse per la tradizione del falò della «vecia» nella notte del 6 gennaio, ma, alla luce delle preoccupazioni sollevate dall’Arpav, si raccomanda moderazione.Nella Loggia di Fra’ Giocondo c’erano, oltre al presidente Pastorello, Andrea Sardelli, consigliere provinciale con delega all’ambiente, Carlo Poli, dirigente provinciale del settore Ambiente, Francesca Predicatori dell’Arpav, i delegati delle Ulss 20 e 22 e i rappresentanti di 29 Comuni. «Dato il perdurare di alta pressione sulla nostra zona», ha sottolineato Pastorello, «non ci sono altri modi per combattere l’inquinamento atmosferico se non aumentare le misure emergenziali». Le concentrazioni di Pm10 hanno raggiunto i livelli più critici nella giornata del 1 dicembre con punte massime tra i 110 e 133 microgrammi per metro cubo, e dal 25 novembre al 1 dicembre Verona ha conquistato il triste primato di città più inquinata del Veneto, con 6 giorni di sforamento su sette. oE.S.

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 10/12/2015

Note: oE.S. pag 11. fumetto di ZUC