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BORGO TRENTO. Proposta del consigliere di circoscrizione Massimo Rosa.
Erano le statue che lo decoravano fino alla prima metà del ‘900, così chiamate perché sdraiate. «Coinvolgiamo le fonderie artistiche».

 

La proposta è del consigliere circoscrizionale Massimo Rosa con l’intento di coinvolgere le fonderie artistiche veronesi, che sono «un vanto per la città». Il ponte Garibaldi collega i quartieri di Borgo Trento e del Duomo. Inaugurato nel 1864, il ponte oggi è lungo 75 metri e largo 11. Ma in origine era più stretto: misurava 9 metri. A costruire la prima versione fu una impresa veneziana, mentre quella odierna fu riaperta nel 1947. Il ponte era stato ricostruito dopo la demolizione della notte del 25 aprile 1945, quando fu fatto saltare dalle truppe tedesche in ritirata. Nel sito durante i primi lavori furono rinvenuti i resti di un ponte dimenticato, forse romano. Tra la prima e l’odierna versione vi furono altre costruzioni: una a opera di una ditta inglese che sino al 1913 prevedeva un pedaggio di 2 centesimi di lira a persona e che prese il posto di un servizio con traghetto; un’altra nel 1935 eretta in cemento armato.
Nella memoria dei più anziani dei due quartieri, il ponte intitolato a Giuseppe Garibaldi nel 1867, quando la città era già divenuta italiana, c’è il ricordo di quattro statue poste a decoro. Opera dello scultore Ruperto Banterle, le sculture raffiguravano l’agricoltura, il condottiero, la madre e il nocchiero. La loro posizione «sdraiata» fu all’origine del simpatico nome dato dai veronesi al ponte: appunto, «dei stràchi». La proposta del consigliere Rosa è di decorare nuovamente il ponte con le statue andate perdute. «Il coinvolgimento delle fonderie artistiche veronesi per le nuove statue», dice il consigliere della seconda circoscrizione, «potrebbe offrire anche l’occasione per organizzare una mostra con loro opere da esporre nei luoghi più significativi della città. Questo è anche un sogno dell’artista spagnolo Miguel Berrocal, che a Verona realizzò alcune opere e visse a Negrar dal 1964 al 2004».
Per il finanziamento del recupero storico delle statue su ponte Garibaldi, Rosa ritiene possa essere interessato «il Comune con la partecipazione della Fondazione Cassa di Risparmio, Fiera, Camera di Commercio, Agsm e Amia». A ritrarre il ponte con i suoi «stràchi» sono alcune rare fotografie, mentre a riprendere il panorama antecedente le fortificazioni austriache è il pittore olandese Gaspare Van Wittel. Nella sua opera settecentesca dal titolo «Veduta di Verona» ed esposta a Palazzo Pitti, a Firenze, Wittel ritrae le torri e le mura scaligere ora scomparse.M.CERP. 

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA -

Data: 8/09/2014

Note: cronaca - pag.10